La Felicità? Ve la do io

Spiegare il significato di essere felici attraverso il racconto di storie vere

La felicità é uno stato d’animo caratterizzato da una sensazione di benessere interiore e di gioia che ci accompagna sin dal mattino. 

Quello che molti non comprendono é che la felicità non dipende dagli altri né da fattori esterni. Come é pensabile, ognuno di noi ha dei momenti da incorniciare ma, la gioia di vivere non può dipendere unicamente dal verificarsi di questi eventi, se così fosse, saremmo felici solo il giorno del matrimonio, il giorno in cui nasce un figlio o il giorno in cui si laurea un parente caro e eventi simili. 

Ad esempio, fare qualcosa che ci piace o qualcosa che aiuta la nostra creatività o l’ arte, ci accompagna verso uno stato di maggiore benessere ma lo stesso accade a chi si appassiona a quello che fa.

Loading...

Ma la società vive, al momento, in una condizione di aridità, come si può avere un vaso pieno di fiori se non si cambia ogni tanto la terra e se non si dà acqua?

Ecco, la società vorrebbe essere felice senza impegno e senza riflessione e senza ascoltare gli altri, tutto per non perdere tempo.

Manca anche la musica, considerata capace di incidere profondamente sul nostro animo. Eppure tempi fa ho letto che in un paese europeo fu fatto l’esperimento di mettere degli altoparlanti in strada, per un certo periodo, con la musica di Mozart, constatarono che la musica ebbe l’ effetto di far commettere molti meno delitti rispetto al passato. 

Questo, per sottolineare che il nostro animo necessita di cure e, non a caso, oggi la depressione sia divenuta una malattia molto diffusa, ad ogni età.

Considerando che ogni cosa o situazione é mutevole, é pressoché rischioso appoggiarsi totalmente su qualcuno per essere felici. Quel qualcuno sicuramente cambierà o cambierà la situazione e la nostra felicità non può essere legata ad una persona, sarebbe un vivere appesi ad un filo che prima o poi si spezza perché, ribadisco, tutto cambia.

Ecco perché la felicità richiede un percorso individuale di pace e di benessere interiore e la spia della felicità è rappresentata dallo stare bene in perfetta solitudine, ancor prima di essere in compagnia, ecco, questa condizione é la vera felicità.

—————-

Ogge sto’ tanto allero

Ca quase quase me mettesse a chiagnere

Pe’ ‘sta felicità!

Inizia così la famosa canzone

 “O paese d’ ‘o sole“.

Può succedere che una grande gioia provochi una reazione opposta come il pianto ma, il piangere di felicità, é una bella e rara sensazione.

Piangere di gioia appartiene a pochi momenti della vita ma, soprattutto, alle persone sensibili. 

Non per questo, la Felicità é preclusa agli altri anche se, va detto, le persone che soffrono particolarmente per un dispiacere, sono le stesse più predisposte ad essere felici.

Certo é che nella società odierna in cui una persona sensibile viene bollata come persona con problemi o comunque come persona con problemi, la felicità viene quasi dimenticata o considerata come qualcosa che appartiene ai ricchi.

Niente di più falso, la felicità non conosce classe sociale, ci sono ricchi depressi che vorrebbero acquistare la felicità ma si scontrano con il fatto che non sia in vendita e persone povere che vivono di sogni e di ideali da raggiungere.

Tra i due, chi vive una vita piena, é colui che ha degli ideali, chi desidera qualcosa e si applica costantemente per ottenerla.

Del resto, la vita senza ideali o obiettivi, grandi o piccoli, sarebbe una vita vuota perché senza traguardi.

Per dirla come direbbe il Prof Meluzzi, la felicità é anche gioia creativa (sua definizione), creare qualcosa che ci appartiene, qualcosa di cui essere orgogliosi é una gioia che ci fa sentire unici ed utili su questa terra, senza attendere vanamente che la felicità ci cada dal soffitto.

Questo ed altro altro ancora troverete nel libro: La Felicità? Ve la do io di Alessandra Hropich

Potrebbero interessarti anche