Legge di stabilità 2014: si scrive stabilità si legge crisi?

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Oggi è lunedì e il nostro governo è al lavoro: infatti i tempi stringono, domani verrà approvata la legge di stabilità. Ma in cosa consiste la legge di stabilità 2014? Secondo la Ragioneria generale dello Stato, la legge di stabilità, insieme alla legge di bilancio, costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e rappresenta lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica. Essa sostituisce la legge finanziaria e rispetto a quest’ultima prevede novità sia in ordine ai tempi di presentazione sia in merito ai contenuti. Il disegno di legge di stabilità viene presentato in Parlamento entro il 15 ottobre (in passato era il 30 settembre), un mese dopo la data di presentazione della Decisione di finanza pubblica. In questa manovra che caratterizzerà il prossimo triennio, ci sarà il reddito minimo garantito e la riduzione del cuneo fiscale. La finanziaria sembra orientarsi al welfare, come ha confermato anche il ministro Giovannini. La componente dello stato sociale farà la parte del leone con 400 milioni di euro su un miliardo e 600 milioni che viene destinato a Cig e social card.

La proposta del reddito minimo sembra poter entrare nella legge di stabilità, cosa già sostenuta dal presidente del Coniglio Letta quando si era insediato, ma poi più discussa: sarà questo il gran colpo di scena di domani?

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Oggi in Italia sono almeno cinque milioni, secondo le ultime stime, gli individui che si trovano al di sotto della soglia di sicurezza, ovvero sulla soglia determinata “povertà assoluta”. Uno degli obiettivi primari del governo potrebbe essere quello di consentire a quante più persone possibili di accedere a un paniere di beni e servizi.

Molto importante in questa situazione di crisi per le nostre aziende il fatto che nella legge di stabilità è previsto anche un calo del cuneo fiscale rivolto a lavoratori e imprese: ci sarà quindi un minor carico contributivo sullo stipendio dei propri dipendenti e quest’ultimi troveranno qualche euro in più in busta paga. Comunque per le imprese ci dovrebbero essere riduzioni Ires e Irap solo per quelle virtuose, coloro cioè che investono o assumono.

Il rush finale è sulla Service tax che da gennaio sostituirà Imu e Tarsi. Il nodo è l’aliquota massima che secondo anticipazioni dovrebbe essere del 3 per mille o 30 centesimi di euro al metro quadro. L’impegno della maggioranza, già indicato nel decreto che abolisce la prima rata dell’Imu, è che la somma delle imposte tra patrimonio, servizi e rifiuti, non superi l’attuale tetto massimo dell’Imu cioè 7,6 per mille per le prime case e 10,6 per le altre.  Inoltre ci sarà , oltre al finanziamento della cassa integrazione normale e in deroga, un rafforzamento degli ammortizzatori sociali come la nuova Aspi, ovvero la cosiddetta indennità di disoccupazione.