L’egoismo è inutile – Elogio della gentilezza, di George Saunders

l'egoismo

George Saunders è annoverabile, secondo il Time, tra le cento persone più influenti del mondo: l’autore del libro Dieci Dicembre, opera definita tra le più interessanti del mondo – e questo, all’unanimità, tanto in America quanto in Italia – in questo piccolo libro, intitolato L’egoismo è inutile – Elogio della gentilezza, in occasione di un memorabile discorso ai neolaureati della Syracuse University, tesse una lode, semplice e acuta, della gentilezza, mezzo salvifico per noi e per gli altri.
E Saunders inizia a innalzare la sua lode da molto lontano: esordisce parlando di una sua compagna di infanzia, la piccola Ellen, bistrattata e schernita da tutti i coetanei – feroci come a volte solo i bambini sanno essere – e ammette di coltivare, in cuor suo, il segreto rimpianto di non essere stato sufficientemente gentile con lei, di non aver impiegato abbastanza quella gentilezza che ti preserva dalla frustrazione e l’angoscia e sottolinea come i nostri ricordi siano più vincolati a  chi è stato gentile con noi piuttosto che a chi non lo è stato, giungendo, pertanto, alla conclusione che è necessario coltivare la gentilezza ogni giorno.
Nella seconda parte del piccolo e utilissimo libro di Saunders è contenuto il saggio dal titolo L’uomo col megafono, attacco deciso alla politica urlata, a quella politica che trae la sua forza dalla paura nutrita dal popolo.

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