Ergastolo della Patente

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La patente nelle mani di chi guida, dopo aver bevuto o aver fatto uso di droghe, soprattutto se consumatore abituale, diventa un’arma che uccide mettendo in pericolo la sicurezza stradale di ogni individuo. Per questa ragione il Ministro Angelino Alfano ha proposto di imporre “l’Ergastolo della Patente”.

Solo attraverso controlli più frequenti è possibile evitare che le patenti possano diventare delle licenze per uccidere. E’ necessaria una norma per eseguire i controlli e il concetto dell”ergastolo della patente sembra essere adeguato allo scopo.  Purtroppo chi guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti non ha la consapevolezza dell’agire pratico, dimenticando che le sue azioni sono correlate alla propria libertà del volere, alla propria moralità.

Il numero di 27.700 mila morti l’anno in Europa che muoiono per incidenti stradali è la prova tangibile che “l’Ergastolo della patente” deve divenire una pena ben chiara a tutti, perché con la vita non si gioca, ma va rispettata.

L’ergastolo della patente è un emendamento connesso al disegno di legge delega per la riforma del Codice della strada e approvato lo scorso 17 luglio in commissione Trasporti a Montecitorio, introduce la revoca dell’abilitazione e il divieto alla guida per chi causa un incidente mortale.

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E’ importante concentrare l’attenzione sulla trasformazione del capo d’imputazione da omicidio colposo in doloso con relativo aumento della pena, in questo periodo poco più di una sanzione amministrativa. In Italia è palese la scarsità di cultura in materia di sicurezza personale che nemmeno le leggi e i controlli sono stati in grado di cancellare.

Certo dopo le affermazioni del Ministro alfano, il progetto del deputato Diego Crivellarli potrebbe riacquistare valore. “Il testo dell’emendamento (Italia Oggi)- prevede che, con riferimento ai casi in cui il conducente di un veicolo provochi la morte violando le norme stradali, dovranno essere definitive, anche in coerenza con eventuali modifiche del codice penale che introducano il reato di omicidio stradale, le condizioni del guidatore o le tipologie di violazioni in presenza delle quali scatteranno le sanzioni amministrative accessorie della revoca della patente e dell’inibizione alla guida sul territorio nazionale a tempo indeterminato”.

La Vita è un dono che va tutelato non solo a parole, ma con i fatti, speriamo tutti che il Codice della Strada sia presto riformato! Perché come sosteneva Erich Fromm: “L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi”

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