E l’Italia si rispacca in due…

Renzi si dimetterà?

Una poltrona per due?

Già… ma sostenuta da quali e con quali piedi? L’ultima parola a Mattarella… Se dà mandato al Centro-Destra per provare a formare un governo, consegna la vittoria ai Cinque Stelle per le prossime elezioni.  Se dà mandato al Movimento, crolla tutto e passiamo altre mesate a sentire campagne elettorali ovunque. E’ comunque un teatrino politico, che deve portare sul palco uno spettacolo, speriamo non troppo farsesco.

Una legge elettorale pessima, che ha mostrato i suoi frutti (come immaginabile).

E l’Italia si rispacca a metà…

Il nord vota la sicurezza del vecchio nella nuova veste “salviniana”, il sud vota la speranza che i cinque stelle per adesso incarnano con Di Maio leader, il centro è un po’ interdetto (mantiene coerenza in alcune Regioni, ma diminuisce lo stesso il consenso per le o la Sinistra “piddinaleopoldosa” e “vecchia scuola”, D’Alema è fuori dal Governo).

Renzi che farà?

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Il rottamatore, rottamato, che non vuol farsi rottamare, si dimetterà o no?

Chi dice si, chi dice no, il portavoce smentisce l’ipotesi (al momento), ma lui parlerà solo nel pomeriggio (Berlusconi? Dorme). Di certo, dimostra ancora una volta di non aver ben chiara la situazione reale del paese in cui ha governato.  Continua con un atteggiamento di superiorità sbruffona e arrogante, priva di umiltà, declama e riafferma i risultati positivissimi del suo governo. Forse, se così davvero fosse stato, non ci sarebbe stata una sconfitta tanto eclatante. Forse, i conti che vanta in percentuali e numeri sulla carta, nelle strade, tra la gente, nella difficoltà di un vivere con stipendi non parlamentari, non tornano per come il caro Matteo li sbandiera a destra e a manca.

Annuncia di lasciare la poltrona della Segreteria del partito, ma resta sino a quando non si costituirà il nuovo parlamento. Non lascia la poltrona politica, e farà il senatore semplice, di quello stesso Senato che voleva abolire. Intanto, già pensa alle nuove primarie del PD, è l’annuncio di una guerra interna appena cominciata?

Non se ne va, è solo un temporaneo: “ciao, alla prossima”.