Macron e la riforma sull’immigrazione

La riforma introdurrà un reato di entrata illegale e la riduzione delle presentazioni delle domande di asilo.

Il presidente francese  Emmanuel Macron proporrà al consiglio dei ministri una riforma dell’immigrazione che riguarderà il diritto di asilo e un controllo  maggiore dei flussi migratori.  La riforma è stata criticata soprattutto dalle organizzazioni dei diritti umani, ma anche da alcuni deputati della maggioranza. La riforma sarà discussa all’Assemblea Nazionale il prossimo aprile.

Il ministro dell’interno Gérard Collomb ha affermato che l’obiettivo principale della legge è quella di ridurre i tempi burocratici dell’accoglienza, cioè da undici di oggi a sei mesi al massimo. Fino adesso un richiedente asilo aveva a disposizione 120 giorni per presentare la domanda di asilo, mentre ora ne avrà 90 e inoltre se la domanda dovesse essere respinta l’immigrato avrà due settimane per fare un ricorso e non più un mese come accadeva prima. La situazione è alquanto difficile da gestire visto che ci vogliono circa 30 giorni lavorativi  solo per ottenere un appuntamento in prefettura.

Le domande di asilo che vengono  presentate in francia passano  dall’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA); se una domanda viene respinta, il richiedente può presentare ricorso. A quel punto la Corte nazionale del diritto di asilo (CNDA, organo del Consiglio di Stato) istruisce la sua pratica. I tempi sono molto lunghi ci vorranno almeno sei mesi. I giudici hanno circa 325 casi all’anno da gestire,  un numero elevato ed è per questo che i giudici e i dipendenti della Corte nazionale sono in sciopero da giorni e quindi contrari alla nuova proposta di legge. Sébastien Brisard un rappresentante del sindacato locale ha affermato “ascoltiamo storie di sofferenza  e stabilire se c’è un diritto all’asilo, in un giorno ci sono 13 pratiche non tutti ascoltano allo stesso modo, ci sono pratiche sempre più complicate”. 

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Un’altra critica che viene contestata riguarda le audizioni video, si tratta  di  uno schermo tra il tribunale e il richiedente. La Corte non sarà in grado di sentire il richiedente nè tanto meno capire il suo stato fisico e mentale. La proposta di legge interviene anche sulla durata massima della permanenza in detenzione amministrativa che sarà aumentata da 45 a 90 giorni (che possono diventare 135) e porta da 16 a 24 ore il fermo amministrativo per verificare i documenti. Le associazioni che si occupano dei migranti trovano queste misure inutili  che privano le proprie libertà.

La proposta rafforza infine le misure di controllo e repressione  alla  frontiera e istituisce un reato di entrata illegale: chi arriva in Francia senza passare per la  frontiera potrebbe rischiare fino a un anno di carcere e il pagamento di una multa pari a quasi 4 mila euro. Il governo ha comunque affiancato a queste misure considerate repressive altre modifiche che sono state giudicate in modo positivo:  ovvero un permesso di soggiorno di quattro anni (invece che di uno) per alcune categorie di rifugiati, un rafforzamento della protezione per le donne minacciate di mutilazioni sessuali e delle facilitazioni per i minori richiedenti asilo e per i ricongiungimenti dei fratelli e delle sorelle.

La nuova proposta di legge ha creato un disaccordo tra i vari partiti sia di destra che di sinistra, ma riguardo la popolazione sembra accogliere positivamente la proposta in quanto un sondaggio condotto da BVA all’inizio di questo mese ha mostrato che il 63 per cento dei cittadini francesi intervistati ritiene che in Francia ci siano troppi immigrati.