MAI PIU’ DI GIANLUCA TIROZZI (Arduino Sacco Editore)

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Un diario, un appuntarsi episodi esistenziali – Luca e Claudio, nell’intermezzo la voce narrante appare – sfogliando le pagine di “Mai più” di Gianluca Tirozzi. È intima la scrittura, coinvolgente la narrazione con la quale l’autore dimostra di saper sciogliere i nodi della storia.

“Anomia” dà il titolo al primo capitolo che aderisce perfettamente alla personalità di Luca che non vuole regole, è insoddisfatto, vive di frustrazioni in una realtà – se pur ricca e colorata come quella del Mugello in Toscana che non tollera più. Si percepisce una sorta di disgregazione di identità, la cui unica scelta obbligata appare l’arruolarsi all’Arma dei Carabinieri. In parallelo procede, come linee che non è dato sapere se si incontreranno, la vita di Claudio. Un giovane che con la sua amata compagna ha una splendida bambina, ha l’amore, il lavoro ha ciò che in un piccolo paesino a sud, nel barese, basta e deve bastare. Mai più” crea pathos, desiderio di conoscere/conoscersi, raggiungere la verità, mentre si dipana il filo dell’esistenza di Claudio e Luca, del bene e del male: «Esiste il male, eccome se esiste! È una forza disumana che ci contagia, che riesce a sedurre l’uomo allontanandolo dalla sua naturale propensione al bene e dalla sua felicità» (p. 49). L’armonia di Claudio e Gina, la compagna viene a frantumarsi con la sparizione improvvisa di Cleo. La piccola nata dal grande amore dei due, per la quale anche il nome deriva dalla canzone di Ivan Graziani ascoltata tante, numerose volte mentre facevano l’amore. Il male e l’apparente ordine irrompe ed il romanzo assume il colore del giallo, della tensione e la vita sregolata di Luca, il maresciallo che si trova ad indagare sul caso, si intreccia con quella di Claudio fino a raggiungere il nero e poi il rosso del sangue. Le indagini proseguono incalzanti con i due che si muovono da Gravina di Puglia, Matera per trovare la piccola Cleo. Non mancano gli imprevisti che si succedono rapidi, inclini ad una storia raccontata abilmente da Gianluca Tirozzi il cui stile fluente rende ancora più appetibile la lettura di “Mai più”.

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Interruzioni di attualità drammatica si intersecano nel romanzo come l’uccisione di Carlo Giuliani nel 2001 a Genova e il viaggio alla ricerca di Cleo prosegue tra Luca, investigatore del Ros, il comandante di Stazione di carabinieri vecchio stampo Michele Di Rienzo in preda al suo male terminale il cancro e il padre della vittima che dall’entroterra pugliese, Gravina, si spostano sino alla Catalogna, in Spagna. Qui l’indagine diventa sempre più farraginosa e assume atmosfere esoteriche, forse anche sataniche e il viaggio diventa un modo per conoscersi, una metafora esistenziale.

Riti satanici si nascondono dietro il rapimento della piccola, un gruppo di motociclisti, mercenari, trafficanti di droga capeggiati da una donna scaltra e senza scrupoli le cui fila erano tenute assieme magistralmente da ecclesiastici di potere che vivevano in una maestosa e bellissima villa chiamata “Villa Castillas”.

Si apre un nuovo scenario e “Mai più” è sempre più eccitante quando si dirama la storia che vede protagonista Guglielm che da semplice seminarista, dedito alla pratica esoterica raggiunge il potere entrando a far parte di una delle più antiche Logge massoniche di Francia. Addirittura ha la fama di medium  ed esoterista, doti sufficienti che gli permettono una considerevole scalata nella gerarchia massonica.

Tuttavia come afferma Napoleone: “Meglio avere generali fortunati che bravi generali”, Guglielm non appare fortunato e tradito da uno scandalo sollevato ad arte dal servizio segreto inglese, l’MI6 e il servizio segreto israeliano viene considerato un satanista ed estromesso da ogni ruolo di potere abbandonato da tutti i suoi adulatori e potenti al suo servizio dalla Francia ormai uomo solo acquista nella Catalogna Villa Castillas ed avvia un nuovo e più radicale percorso esoterico.

Qui vivono Giascon, un ex modello con la passione delle moto, amante di Guglielm; una donna che Gulglielm ama perché simile alla madre, un giovanissimo ragazzo tedesco, Hans Siruni che aveva trovato protezione e rifugio nella villa, un brillante ricercatore in Storia alla Sorbona di Parigi. In questa comunità chiusa ed autosufficiente vivevano anche i Golems, macchiati di delitti e schiavi dell’eroina come Giascon.

Tra rituali orgiastici e riti sacrificali di vittime innocenti la vita scorre incessante nella villa, nella quale presto anche la bambina rapita sarebbe stata un vittima; mentre, le indagini dei tre proseguono, aiutati – si fa per dire – da un mototociclista rapito a sua  volta, Armand e con esse l’ansia di sapere quale sarà la fine.

Gianluca Tirozzi non si può dire che abbia lasciato qualcosa di intentato, ogni minimo dettaglio è creato ad arte e il romanzo è una macchina costruita ingegnosamente.

Il macabro si dissolve quando i tre con Armand, raggungono il luogo dove si sarebbe potuta trovare la bambina, e permise l’agguato alla villa. La banda armata di fucili e bombe a mano fa irruzione, seminando morte, e salvando finalmente la piccola Cloe, nuda, stordita sotto l’effetto di sedativi.

Ha fine il lungo e tormentato viaggio con esiti mirabolanti al contempo una vita è stata salvata, mentre un’altra sacrificata quella di Michele che muore nell’assalto. Accanto Luca che si scopre un uomo, la sua vita ad un tratto acquista senso e significato, da uno stato di anomia ad un’identità precisa, impavida, fredda e tagliente che avrebbe organizzato il tutto e ucciso per salvare la figlia di Claudio. Così un Mai più urlato dà valore divino alla vita e Dio e il bene vincono sulle malvagità demoniache dell’esistenza.

Non occorre aggiungere altro se non che leggere il romanzo di Tirozzi, la cui trama ti prende e non ti lascia “Mai più”.        

Mai più di Gianluca Tirozzi Gianluca

Prezzo – € 18,90

252 p.

Editore – Arduino Sacco