Al museo Poldi Pezzoli di Milano Le Dame del Pollaiolo.

27. Piero del Pollaiolo, Ritratto di giovane donna, Milano Poldi Pezzoli

Quattro volti di rara bellezza: sono Le Dame del Pollaiolo giunte a Milano al Museo Poldi Pezzoli , per unirsi al Ritratto di Dama, ospitata dalla casa- museo milanese. Così le quattro “sorelle” dagli splendidi volti si trovano riunite per la prima volta,  grazie al sostegno della Fondazione Bracco,insieme ad altri dipinti piccoli e medi,disegni sculture in bronzo e in terracotta,crocifissi in argento…, fino al 16 febbraio 2015.

Antonio e Piero , detti del Pollaiolo,  a causa del lavoro del padre  che vendeva polli al mercato vecchio di Firenze,  furono considerati tra i maggiori protagonisti del Rinascimento fiorentino del XV°secolo.Tuttavia erano molto diversi: il primo ritenuto il più geniale, era molto versatile:, orafo, incisore, scultore,disegnatore,  il secondo, inizialmente ritenuto un semplice assistente, era invece il vero pittore. Infatti dopo molte incertezze durate parecchi anni, rifacendosi a delle cronache più antiche di quelle  della vita degli artisti, scritta dal Vasari, si è finalmente stabilito che i ritratti delle Dame appartengono al fratello minore, Piero. I due fratelli si distinguono nettamente anche per lo stile, il primo prevalentemente centrato sulla muscolosità dei corpi, su cui fece veri e propri studi, ritraendoli  spesso in lotta, il secondo elegiaco, poetico. Anche i magnifici ritratti di gentiluomini a carboncino, perfetti nei lineamenti, appartengono a quest’ultimo.

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28. Piero del Pollaiolo, Ritratto di giovane donna, New York Metropolitan Museum29. Piero del Pollaiolo, Ritratto di donna, Firenze Uffizi

Le Dame

Un tempo si pensava che i ritratti dei magnifici quattro volti delle Dame  riprendessero la stessa donna, invece, i profili (taglio degli occhi, naso, fronte…)” cambiano dall’una all’altra…Le accomuna-tuttavia-la ricerca di un accordo poetico tra i lineamenti naturali e un tipo di bellezza ideale, quasi astratta: una dama bionda, pallida, e dal collo lunghissimo che si staglia imperturbabile sul cielo azzurro, che, lieve, sembra scorrere alle sue spalle”. Le altre tre Dame vengono dai musei di Berlino, New York e Firenze. Le unisce inoltre il nobile profilo, la dolcezza degli sguardi, la raffinatezza delle acconciature rinascimentali,dai magnifici chignon intrecciati di perle, gli abiti ricamati in broccato, con lunghe scollature davanti e dietro, i colli ornati di perle, tranne una.

Il fratello maggiore, Antonio,  invece ,come si è detto, era noto, oltre che come incisore e orafo– si notano i crocifissi in argento o i mirabili disegni ricamati in oro e fili di seta-  anche per la raffigurazione di uomini nudi impegnati in combattimenti, come evidenzia appunto “la battaglia dei dieci nudi” e le figure di Ercole  e Anteo in lotta.I corpi da lui disegnati , da “selvatici” divennero più flessuosi nella maturità. Magnifico è il suo Crocifisso per la chiesa di S.Basilio a Firenze (oggi S.Lorenzo), per la bellezza della figura corporea, il cui petto pare estendersi quasi a voler abbracciare il mondo, in contrasto  con l’espressione dolorosa del viso, dove dolore e speranza si fondono, come un monito per l’umanità d’oggi.

Alle donne invece è rivolto l’omaggio da queste Dame apparentemente a noi così lontane, ma nei loro sentimenti rivelati dagli sguardi, di dolcezza, amore, fierezza…,  molto più vicine di quel che sembra.

Grazia Paganuzzi