NBA Finals, è ancora Spurs-Heat

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Ci siamo. Meno di due giorni all’inizio delle Finals che chiuderanno i Playoffs NBA 2014. E ancora una volta lo scontro sarà epico e vedrà di fronte le stesse protagoniste dello scorso anno: i San Antonio Spurs, che hanno conquistato il West, e i Miami Heat campioni in carica, trionfatori ad Est.

Vogliono a tutti i costi la rivincita gli uomini guidati dal vecchio saggio coach Gregg Popovich. A Tim Duncan e compagni non è affatto andata giù la sconfitta di un anno fa in gara 7, dopo una serie meravigliosa ma perdente. Per questo la franchigia texana ha fatto di tutto per raggiungere nuovamente quelle Finals che nelle ultime quindici stagioni, escludendo quella in corso, ha disputato in ben cinque occasioni, vincendo il titolo quattro volte. Durante la post season gli Spurs hanno inizialmente sofferto e tremato contro i Dallas Mavericks, riuscendo a scavalcare tale ostacolo solo dopo sette intense sfide. In seguito i problemi sono diminuiti e sono cresciute sempre più la forza, la coesione e la voglia di rivincita. Nei due scontri con i Portland Trail Blazers e gli Oklahoma City Thunder la vittoria è arrivata più agevolmente. Unico vero passaggio a vuoto quello di gara 3 e gara 4 della finale di Conference, in cui il talento di Kevin Durant, Russell Westbrook e compagni ha messo a dura prova la tenuta mentale di San Antonio. Prova tuttavia superata alla grande, con il 4-2 conclusivo. Gli Spurs rappresentano saggezza, esperienza e organizzazione meticolosa di gioco in entrambe le fasi. Riuniscono una serie di grandissimi ‘vecchi’ da una parte, come lo stesso Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili, alla freschezza di interpreti come Kawhi Leonard e Danny Green dall’altra. Senza dimenticare che coach Gregg Popovich può contare anche su Marco Belinelli, il primo italiano nella storia ad approdare alle sfide conclusive dei Playoffs NBA.

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I Miami Heat, dal canto loro, sono alla quarta apparizione consecutiva nelle Finals. Risultato straordinario conseguito, e in certi casi sopravanzato, solo dalle leggendarie franchigie di un tempo, vale a dire i Los Angeles Lakers e i Boston Celtics degli anni Cinquanta, Sessanta e Ottanta. La squadra guidata da coach Erik Spoelstra vuole a tutti i costi il terzo anello di fila e anche questo rappresenterebbe un evento di non poco conto per la storia della più importante lega di basket del globo. LeBron James, Dwyane Wade, Chris Bosh, Ray Allen: un agglomerato di fuoriclasse unito ad una serie di comprimari di tutto rispetto, che non può non partire con i favori del pronostico contro qualunque avversario. Probabilmente solo i San Antonio Spurs possono permettersi di creare seri dubbi in tali pronostici, oltre che avere nelle mani la possibilità concreta di provare a sovvertirli sul parquet. Considerando inoltre che i texani avranno il vantaggio del fattore campo, ovvero l’eventuale gara 7 in casa. Gli Heat, tuttavia, hanno sofferto poco e niente sin qui. Decisamente agevoli gli impegni contro i Charlotte Bobcats e i Brooklyn Nets. Più sofferta la finale di Conference, ma era prevedibile incontrando la compagine più attrezzata ad Est per lottare, ovvero gli Indiana Pacers. Eppure Roy Hibbert, Paul George e compagni, dopo una vincente gara 1 si sono letteralmente sgretolati. Nemmeno il sussulto di gara 5 ha sortito effetti, poiché gara 6 è stata un vero massacro.

Pertanto l’attesa per le Finals 2014 cresce di ora in ora. Tutti si augurano sia nuovamente una serie lunga, anzi lunghissima. Tutti si augurano di poter rivivere ancora le emozioni di un anno fa. Tutti sono consapevoli, però, che in qualunque modo terminerà questo grande scontro esso potrebbe rappresentare con elevata percentuale la chiusura non di un ciclo, ma di due. I Miami Heat potrebbero perdere più di un elemento, per via di questioni contrattuali e di mercato. I San Antonio Spurs potrebbero perdere Tim Duncan, sempre più vicino alla conclusione di una carriera stratosferica. In ogni caso si tratta di due squadre caratterizzate da una media d’età molto elevata. Ma è per tutti questi motivi che la battaglia che sta per iniziare si veste ancor più dei panni dell’epos. E non c’è dubbio che sarà spettacolo puro.

Ho 30 anni, vivo a Roma. Sono Dottore di ricerca in Storia, indirizzo Medievale. Collaboro da anni con la trasmissione sportiva locale romana Goal di Notte, come redattore e come opinionista. Ho avuto varie altre collaborazioni nel campo dei web magazine, in qualità di articolista, sempre nel settore sportivo.