Olimpiadi Invernali 2018, l’Italia non vince

Gli azzurri deludono un po' le aspettative riposte in loro, speriamo facciano meglio nei prossimi giorni

Il medagliere resta fermo a quota sei: due ori femminili, un argento, e tre bronzi maschili. Non sarà facile arrivare alle dieci sperate dal presidente del Coni.

Se paragonate alle Olimpiadi del 2010 e del 2014 (disputate a Vancouver e a Sochi), non c’è nulla di cui lamentarsi. Ma, oggi, siamo a PyeongChang. Gli azzurri non sembrano particolarmente in forma, a neppure dieci giorni dalla fine dei Giochi. Stanno deludendo le aspettative degli appassionati, mostrandosi incostanti e provati. Molto di loro non sono in grado di gestire la pressione esercitata in gara, non reggono la tensione e l’emozione del momento. Crollano fisicamente, non rispondono prontamente agli imprevisti. Non ce la fanno a vincere ancora, o di nuovo.

Colpa di chi? 

Siamo sicuri che esistanto “colpe”? Forse, a mancare non è la voglia di crederci fino in fondo. Sta venendo meno un benessere mentale e del corpo da parte di atleti preparati, che non riescono a dare i risultati sperati. Le motivazioni da sole non bastano a compensare una stanchezza, che clima e fuso orario contribuiscono ad accrescere.

Sentendo le interviste, il denominatore comune resta uno: il sonno.

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Non dormono bene, e questo si traduce negativamente durante il giorno. Perdono concentrazione, non mantengono la giusta coordinazione muscolare, diminuisce la forza morale, e pure la spinta necessaria per raggiungere il podio.

Altro influente è la condizione della neve, non sembra essere “facile” sciarvi sopra (peccato non tutte le discipline siano sugli sci, e che le altre nazioni riescano a “domarla”). Non sarà una scusa?