Olimpiadi invernali 2018

Le mie impressioni sulla diretta Rai dell'apertura della cerimonia inaugurale

Metto da parte ogni discorso politico-polemico al riguardo (piuttosto antipatico da ascoltare nei commenti dei conduttori, figurarsi da leggere qui) durante la cerimonia di apertura dei XXIII Giochi olimpici invernali, che si sta tenendo oggi (9 Febbraio 2018) allo Stadio Olimpico di Daegwallyeong. La sto seguendo in diretta su Rai2. E’ iniziata alle 12 in Italia, le otto in Corea (su Rai Sport trasmettono altro !).

Paragoni di cattivo gusto con le olimpiadi organizzate dalla Germania di Hitler in un clima di finta pace e continui riferimenti all’aspetto storico della Seconda Guerra mondiale, non permettono di godersi a pieno immagini e sfilate degli atleti.

Dal punto di vista artistico, un evento poco entusiasmante. Lo saranno le gare, tempo consentendo. Un girotondo umano di persone che salutano “pseudoballando”, con coreografie di accompagnamento prive di energia (si muovono con spenta vitalità). Effetti visivi che si limitano ad alternare le bandiere dei diversi paesi con i cerchi olimpici su pavimento e gradinate. Per lo più passaggi lunghi di luci, che ricordano le atmosfere natalizie.

Tutto molto piatto e ripetitivo …sarà colpa del freddo??

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Suggestivi alcuni spettacoli, valide le prestazioni canore, piacevoli i video preparati (poi inseriti nel presente reale) …ma nulla a che vedere con la fantasia (l’allegria e lo sfarzo) di Rio (era anche d’estate, e non badarono a spese). Fattore determinante quello economico: investimenti importanti che non condivido se creano aumento di qual si voglia tipo di debito o se, invece di aiutare la gente, contribuiscono a peggiorarne le condizioni.

Le voci dei commentatori sono state un disturbo costante alle orecchie, almeno nel primo quarto della manifestazione e sul finire; nel mezzo più sopportabile, pur se “senza tregua la chiacchiera”. Avrei desiderato del silenzio, per far udire un minimo la musica di sottofondo (così è diventata “rumore confusionario in testa). Questo, quando si sentiva… osservavi ballerini ondeggiare al vento, senza suono, con una propaganda anti Corea del Nord assillante e fuori luogo a mio avviso.

Lo spirito dei giochi alimenta e promuove “amicizia” non “ostilità”, avrebbero dovuto rispettarlo. Quei modi e quel linguaggio (palesemente filoamericano) non erano opportuni. Nonostante la situazione resti preoccupante, non era la sede giusta e il momento migliore per parlare di un conflitto mai sopito, non ancora cessato, ai nostri giorni potenzialmente riproponibile.

Io voglio concentrarmi sullo Sport … e sui panorami delle montagna e del mare dei posti che li ospitano (i Giochi).

Scritto da Alessandra Alex. Cardaci (ReA Dec.Or / FlemmyFly)