Pedofilia, condannato il fondatore dei Modà

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Il fodatore ed ex fonico dei Modà, Paolo Bovi, è stato condannato a 5 anni e mezzo di carcere per violenza sessuale su minori.

A deciderlo il gup di Milano Cantù Rajnoldi, con rito abbreviato, dopo che il pm Cento aveva chiesto 6 anni ed 8 mesi di reclusione.

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Secondo l’accusa nel 2011 avrebbe molestato 4 ragazzi minorenni, durante la sua attività di animatore in una parrocchia del milanese, costringendoli a spogliarsi di fronte a lui o a ricevere dei massaggi in studio di registrazione (infatti impartiva anche lezioni di chitarra). Secondo la ricostruzione, inoltre, durante una gita in Val D’Aosta, Bovi avrebbe invitato i ragazzi a stare con lui nudi nel suo sacco a pelo.

Il 14 gennaio dello scorso anno, dopo la denuncia dei 4 ragazzi, Bovi viene arrestato, per poi essere strasferito ai domiciliari con obbligo di portare il braccialetto elettronico anti-fuga.

E proprio quel braccialetto sembra avergli salvato la vita.  Infatti il 23 marzo, Bovi tenta di togliersi la vita. Nell’impeto però il braccialetto si rompe e i carabinieri lo trovano in fin di vita, dentro la sua Smart, col tubo di scappamento ancora infilato nell’abitacolo.

Il musicista viene allora salvato ma accusato di evasione e reintrodotto in carcere, fino alla condanna di oggi.

I 4 ragazzi durante il processo si sono costuiti parte civile, e solo uno di loro ha accettato i 10 mila euro di risarcimento offerti da Paolo Bovi.

I suoi ex colleghi, nonché attuali componenti dei Modà, preferiscono non commentare la notizia, anche se il loro silenzio non può che essere carico di delusione e rabbia.