Pensione:c’è speranza?

Lavoro Donna Binocolo

Chi lavora oggi, potrà andare in pensione a 75 anni e con un importo nettamente inferiore rispetto a quello attuale. Sono state le dichiarazioni allarmanti del presidente dell’ Inps Tito Boeri  nel suo intervento al convegno “Pensioni e povertà oggi e domani”. In pratica il dato è a dir poco preoccupante e tutto sempre nella più ottimistica delle previsioni, cioè ipotizzando una crescita media nel nostro paese di almeno 1% del Pil. Quel che è peggio, è che chi perdesse il lavoro disgraziatamente prima del limite anagrafico di 75 anni, anche se solo a 70, avrebbe un serio problema di povertà. In pratica Boeri ha parlato di una situazione per le generazioni future a dir poco “disperata”.

Con il sistema contributivo ( si va in pensione sommando i contributi accumulati nella vita lavorativa ) causa disoccupazione, contratti precari eccetera, i buchi contributivi causati da questi fattori, purtroppo molto frequenti, incideranno pesantemente sulla pensione del singolo, con problemi di calcolo e somme che si manterranno oltremodo basse.

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Per non parlare poi delle donne che avranno un figlio entro 2050: se si è al di sotto di una certa somma di reddito, solo una su tre riuscirà a percepire un supporto mensile che sarà comunque inferiore a 800 euro.

Insomma una previsione ancora più nera di quanto ci si potrebbe aspettare, e questo sempre sperando che il prodotto interno lordo abbia una crescita annua dell’1% almeno. Dunque cosa ci aspetta e soprattutto si potrà sperare in un normale futuro, dopo una vita di lavoro? Resta solo da rispondere: “chi sopravvivrà vedrà!”

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