Precipitano dal settimo piano di un palazzo a Milano: morti una 19enne e un ventenne

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L’ipotesi è di omicidio-suicidio. I testimoni: “Lui l’ha trascinata con sé”. Il ragazzo soffriva di depressione, aveva già tentato il suicidio qualche mese prima.

Nella notte tra lunedì e martedì 16 Settembre due ragazzi giovanissimi, Alessandra Pelizzi e Pietro Di Paola, di 19 e 20 anni hanno perso la vita precipitando dal settimo piano di un palazzo in via Novaro, a Milano.

I corpi dei due giovani sono stati ritrovati in un seminterrato nella zona dei box dopo un volo di circa una ventina di metri; quando sono arrivati i soccorsi per Alessandra non c’è stato più nulla da fare, mentre Pietro è deceduto dopo qualche ora all’ospedale San Gerardo di Monza.

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Dopo aver ascoltato tutte le testimonianze, gli inquirenti hanno ricostruito la drammatica serata: i due ragazzi si trovavano a cena a casa di Pietro inisieme ad altri due amici. Ad un certo punto della serata il giovane avrebbe chiesto all’altra coppia di restare solo con Alessandra per parlarle. Da quel momento in poi non si sa più nulla sino al momento della tragedia. Dagli appunti ritrovati dagli agenti della polizia nella stanza del ragazzo è emerso che soffriva di una forma di depressione molto acuta e da tempo aveva manifestato la sua volontà di suicidarsi.

Secondo una vicina di casa, Di Paolo, dopo un grave litigio, avrebbe spinto Alessandra giù dal balcone, per poi togliersi a sua volta la vita. “Gridava aiuto, aiuto” – dichiara la vicina – “Era attorno a mezzanotte e mezza. Abbiamo chiamato la polizia e poco dopo abbiamo sentito un rumore terribile. Un tonfo incredibile, agghiacciante. A questo punto credo che fosse la sua fidanzata. Sembra che si fossero lasciati di recente”. Anche un’altra testimone, una modella che abita di fronte all’appartamento di via Novaro, conferma questa versione.

Al bar sotto casa di Pietro raccontano che alcuni mesi prima il ragazzo aveva già tentato di togliersi la vita, cercando di buttarsi proprio dal balcone della sua abitazione. “Era rimasto lì in piedi per un’ora” – racconta uno dei proprietari del bar – “poi un vigile lo aveva distratto e un altro lo ha afferrato con coraggio. Era stato adottato, sembrava un così bravo ragazzo. La sua famiglia è agiata, non avevano probelmi di soldi. Lo vedevo sempre in giro in zona”.

Pietro, vent’anni, di origine brasiliana, era stato adottato insieme a sua sorella da una coppia di milanesi e sembrava soffrire molto questa condizione, che potrebbe essere il motivo all’origine del tragico gesto della scorsa notte.