PSICOSI E PAILLETES Visioni di John waters

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Parliamo di un ragazzo cresciuto a pane Bibbia e lunghi pomeriggi all’Associazione Cattolica per Ragazzi, giù a Baltimora; ceto medio e famiglia dalla cultura conservatrice più fervente. Nessun tesserino dell’ymca e neppure le mura cattoliche di casa possono impedire all’arte (e all’lsd) di irrompere nella vita di qualcuno come un fulmine; e così è stato per John waters.

Durante gli anni dell’ymca scoprì l’arte cinematografica e le visioni lisergiche; i pomeriggi, sacrificando l’attività di parrocchia, preferì dedicarli all’lsd e a cercare l’arte dentro di sé, quell’arte scioccante, ributtante ma scintillante d’oro, che ci avrebbe poi donato.

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Il college fu una provvidenziale scappatoia dall’ambiente familiare, in cui l’aria era carica di tensione; i genitori non gradivano (e ancora meno capivano)i cambiamenti avvenuti nel figlio e soprattutto il suo distacco dalla comune vita pia.

Nel 1964, a 18 anni, John maneggia per la prima volta una cinepresa 8mm e inizia a concretizzare, a sbattere in modo violento davanti agli occhi di chi guarda, il suo rifiuto per l’intera società e il desiderio viscerale di sbeffeggiarne in modo osceno (e talvolta blasfemo) l’ipocrisia e soprattutto l’opacità mentale e fisica: i personaggi di waters sono folli, privi di freni e persino psicotici, coperti di pailletes o di lattice sadomaso, di seta rosa shocking come solo della propria pelle.

Personaggio di punta in tutti i film degli esordi (e anche in seguito) è l’amico d’infanzia più caro: Harry Glenn Milstead, in arte Divine; Milstead era un ragazzo solitario e in sovrappeso che amava guardarsi allo specchio indossando abiti e gioielli della madre, e fu John l’unica anima a lui affine, e il primo a conoscere il suo segreto.

Divine è stata la scintilla, la prima e ultima musa ispiratrice di John Waters e un’icona ancora oggi riconoscibile nella Medusa in un famoso cartone Disney e palesemente nel nostro Platinette.

Le prime pellicole vengono girate con cinepresa 8mm e in comunione con la sua combriccola di amici, con cui ha fondato nel frattempo la compagnia Dreamland: Mink Stole, Mary Vivian Pearce, David Lochary e naturalmente Divine.

“Hag in a black leather jackett” e “Roman candles” sono girati ancora in 8mm e sono vere enfatiche critiche ai valori dei benpensanti: trattano il primo l’amore interrazziale, il secondo una varietà di attività erotiche illustrate come un pugno in un occhio. Nelle seguenti pellicole entrerà nella Dreamland una nuova attrice, Edith Massey, cinquantenne dal passato errabondo e irrequieto (insomma, un altro personaggio su cui ci sarebbe un libro intero da raccontare); quel periodo la fama della compagnia accresce a causa dei continui scandali e guai assortiti con la legge: fu girata in una vera chiesa e all’insaputa del parroco una scena in cui una donna si masturbava con un enorme crocefisso; durante le riprese di “Mondo Trasho” i membri della combriccola vennero sorpresi a girare una scena con un autostoppista nudo all’interno del campus della “John Hopkins University”. Oltraggio al pubblico pudore.

Il decollo avvenne nel 1972 con “Pink Flamingos”(fenicotteri rosa); un budget di appena 10,000 dollari e i primi veri apprezzamenti dal pubblico della mezzanotte; li c’è l’essenza, la concretizzazione di ciò che john waters aveva interiormente maturato nel corso degli anni: non più estrema e impetuosa protesta giovanile tesa a criticare violentemente, com’era la sua espressione iniziale; col tempo questa protesta diviene scherno. Pink Flamingos è una sonora sghignazzata al cinema, a ciò ch’è unanimamente considerato buongusto e alle sue regole estetiche, capovolgendole per disgustare e scioccare visivamente. I suoi attori sono l’incarnazione dell’anti-divo e allo stesso tempo sono meravigliosi: un travestito obeso diventa, trasfigurato nel mondo allucinogeno di Waters, Divino; una donna malconcia e sfatta come la Massey , che recava indelebilmente in faccia e nel corpo le tracce di ogni singolo dei suoi durissimi anni, è la sua diva femminile favorita.

Pink Flamingos fece inorridire praticamente ogni critico in suolo americano. Scelsero anche un bell’aggettivo per definirlo; trash, spazzatura; in risposta, anzi sbeffeggiando clamorosamente lorsignori, il film fece proseliti e “trash” definì un genere sottoculturale che stava sorgendo; la (vera, assolutamente vera) fellatio di Divine, ancora Divine che mangia escrementi di cane, una roulotte dove una vecchia madre demente attende l’Uomo delle uova, una coppia con capelli dai colori assurdi fa sesso (quasi esplicito) davanti ai nostri occhi.

Divine divenne una celebrità e fu sempre più richiesto altrove, al cinema come in televisione. Dopo aver girato Female Trouble (in italia introvabile) nel 1974, il cui tema principale e l’omicidio, costretto da obblighi contrattuali non prese parte ad un altro capolavoro di Waters (fortunatamente reperibile per chi fosse curioso): Nuovo Punk Story- Desperate living (1977), la storia più sgangheratamente fiabesca e assurda, erotica e onirica che vedrete mai su uno schermo.

Una nevrotica borghese (Mink Stole) e la sua enorme governante di colore, vera big black mama, fuggono da un’accusa per omicidio e, cammina cammina, si ritrovano in un mondo alternativo, un mondo allucinogeno dove a regnare è la tirannica e libidinosa regina Carlotta, e le strade sono posti decisamente pericolosi per passeggiare.

L’attività di Waters si fece più commerciale, smorzò i toni blasfemi e pornografici e conquistò maggiore successo di massa. Dopo Polyester (1981) con protagonista ancora Divine, divenuto intanto una star della disco music, una parte di john iniziò a incrinarsi. Edith Massey, la sua diva, morì nel 1984, circondata dai suoi amici e i suoi fans.

Il film che maggior parte dei lettori ricorderanno è Hairspray, uscito nel 1988; la storia la conoscerete bene (per chi avesse visto il recente remake): dolce e timida ragazza obesa con il sogno di diventare ballerina nel suo show preferito, una madre esuberante e anch’essa obesa, una lotta a colpi di unghie con una rivale ovviamente odiosa e detestabilmente magra. Con questo film musical John Waters fece pace in qualche modo con Hollywood e allargò il suo pubblico, ma si spense definitivamente quando Divine, l’amico di infanzia, morì una settimana dopo la prima di “Hairspray”. Qualcosa nella sua anima se n’era andato per sempre, la sua anima dissacrante sembrò morire con Divine.

Tuttavia era molto popolare grazie ai riflettori di Hollywood, e la sua fama rimase splendente per tutti gli anni ’90; si diede ad alcune commedie nere che conservano vagamente la sua impronta dissacratoria, ma senza John Waters anima e corpo. Grazie al cielo sembra essersi ripreso, perché film come “a dirty shame” e soprattutto “a morte Hollywood”, quest’ultimo senza dubbio un (parziale) ritorno alle origini. Il titolo dice tutto.

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