Roma: chiusura notturna e festiva di oltre la metà dei Commissariati capitolini

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Il provvedimento, che segue le orme di quanto già stanno sperimentando Milano e Genova sui propri Commissariati, è stato deciso per poter garantire una maggior presenza di agenti di polizia durante le manifestazioni, i cortei e per rinforzare le scorte.

Una notizia che lascia davvero senza parole una cittadinanza, che da qualche tempo sta vivendo sempre più in un clima di paura, tra furti, rapine, scippi, aggressioni e omicidi, reati, che hanno visto un incremento significativo nell’ultimo anno. I furti negli appartamenti, ad esempio, dal 2013 al 2014 sono aumentati del 3,3%, passando da 15.272 a 15.777, mentre se si fa un calcolo rispetto all’ultimo triennio è possibile notare un innalzamento pari al 7,9%.

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Sui ventinove Commissariati, che attualmente sono operativi 365 giorni all’anno, senza alcuna chiusura notturna, ne rimarrebbero, quindi, aperti solamente dieci, tutti situati all’interno del Grande Raccordo Anulare, ossia Casilino, Esposizione, Fidene – Serpentara, Ponte Milvio, Primavalle, San Basilio, San Lorenzo, San Paolo, Trevi – Campo Marzio e Viminale, indicati come Commissariati Polo.

Questa riorganizzazione notturna delle Forze dell’Ordine ha immediatamente fatto attivare i Minisindaci ed i sindacati, spronati e supportati anche dai Comitati di Quartiere, che hanno evidenziato i rischi a cui sarebbero esposte alcune zone cittadine (che per lo più sono quelle periferiche), in caso di furti o di aggressioni notturne.

Intanto si allungherebbero notevolmente i tempi di attesa, laddove venisse richiesto l’intervento delle volanti (che con questa riforma passerebbero da 15 più 12 per turno, alle sole 15 ordinarie, dal momento che le 12 fanno capo proprio ai Commissariati chiusi).

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Inoltre sarebbe ridotto anche il numero effettivo di agenti in strada, che si abbasserebbe da circa 1.200 a 600. Tali dati non sono solo previsioni pessimiste, ma numeri effettivi diffusi da Gianluca Guerrisi, Segretario Generale Provinciale aggiunto di Consap Roma.

Insomma, a fronte di una città, che sta diventando sempre più difficile da vivere, con una capacità di tutelare la sicurezza dei propri cittadini ormai ridotta al minimo, la notizia della chiusura dei Commissariati si abbatte proprio come un fulmine a ciel sereno. L’ennesimo, che causa molti più danni delle bombe d’acqua, che sono diventate quasi il secondo simbolo della nostra Capitale.

Sono anni che le campagne elettorali dei Primi Cittadini romani si incentrano tutte, al di là del colore politico, sul tema della sicurezza, ma ora questa sicurezza dove è finita? O, forse non c’è mai stata? Sono domande alle quali solo le istituzioni possono dare risposte certe e noi restiamo in attesa di sentirle.

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