Roma: continuano le proteste contro gli immigrati

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L’idea delle autorità cittadine di spostare parte degli immigrati dalla struttura di accoglienza di Tor Sapienza a quella dell’Infernetto, altro quartiere lontano dal centro di Roma, a seguito delle proteste dei giorni scorsi non è affatto piaciuta ai militanti di Forza Nuova.

Sono, così. apparsi manichini impiccati e striscioni  di minacce anche qui, proprio sul litorale romano, che generalmente rappresenta uno dei principali spazi di occupazione per gli immigrati, che nel corso dell’estate lavorano sulle spiagge come ambulanti o aiuto bagnini.

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Un manichino penzolava dal cavalcavia del trenino, all’altezza della fermata Roma Lido, mentre uno striscione è stato appeso la notte scorsa, complice il buio, con su scritto: “Italiano impiccato, immigrato tutelato. Prima gli italiani“.

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Forte e puntuale la condanna del Primo Cittadino di Roma, che ha espresso la propria solidarietà agli immigrati e il proprio disappunto all’azione rivendicata da Forza Nuova.

Ma, mentre Ignazio Marino cerca di far sentire la sua voce, intanto domani è già in programma una manifestazione di protesta degli abitanti dell’Infernetto, che non vogliono assolutamente vivere possibili disagi da parte dei minori immigrati, spostati nel loro territorio.

E questa mattina a Tor Sapienza c’è stato un sit in sempre indetto da Forza Nuova per rivendicare il diritto di lasciare l’Italia agli italiani, mentre all’Eur sfilavano gli abitanti della zona per protestare contro la prostituzione e lo spaccio, segni di un degrado che da anni non consente di vivere serenamente in questo quartiere.

Un gran fermento quello che sta attraversando in questi giorni la Capitale. Una sorta di fiume in piena, che da una parte all’altra della città rimbalza, trascinando con sé i segni di un malcontento che da troppo tempo. ormai, dilaga tra i suoi cittadini e che al momento sta prendendo davvero una direzione pericolosa.

Il “problema immigrati” forse è uno dei tanti disagi che vive la città, ma di certo non è possibile attribuire a questo la disfunzionalità di un sistema, che sembra essersi inceppato nel suo meccanismo di funzionamento, senza riuscire ad andare oltre. La città attende risposte, stanca di promesse disattese.

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