Roma paralizzata per lo sciopero bianco del trasporto pubblico

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Lo sciopero bianco del trasporto pubblico locale sta letteralmente paralizzando Roma.

La città, in questi giorni già fortemente provata dall’afa, che rende disagevole uscire in alcuni orari e ancor di più muoversi, deve, perciò, fare i conti anche con le proteste dei lavoratori dell’ATAC, che stanno rendendo impossibile spostarsi, se non con gravissimi disagi per tutti.

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Corse di autobus e metropolitane saltate, tempi di marcia fortemente allungati e convogli della metropolitana o gli stessi autobus e tram, che sono davvero imprendibili quando passano, costringendo i cittadini, ma anche i numerosi turisti, che in genere sono presenti in questo periodo nella Capitale, a tempi di attesa raddoppiati (se non triplicati) e a dover sopravvivere in spazi angusti e sovraffollati, una volta in viaggio.

intIl motivo della protesta da parte dei dipendenti dell’ATAC sarebbe legato all’obbligo di dover strisciare il badge a fine turno e all’allungamento dell’orario di lavoro annuo da 700 a 950 ore.

Se poi tutto ciò non bastasse venerdì 10 luglio ad incrociare le braccia dalle 8.30 alle 12.30 saranno anche gli autisti della Roma Tpl, l’altro consorzio al quale sono affidate circa 100 linee di collegamento.

Coinvolte nello sciopero saranno, quindi, le linee: C1, C19, 08, 011, 013, 013D, 017, 018, 022, 023, 024, 025, 027, 028, 030, 031, 032, 035, 036, 037, 039, 040, 041, 042, 042P, 044, 048, 049, 050, 051, 053, 054, 055, 056, 059, 066, 078, 086, 088, 135, 146, 213, 218, 226, 235, 314, 339, 340, 343, 344, 349, 404, 437, 441, 444, 445, 447, 502, 503, 505, 543, 546, 548, 552, 557, 657, 660, 663, 665, 701, 701L, 702, 703L, 710, 711, 720, 721, 763, 764, 767, 771, 775, 777, 778, 787, 789, 808, 889, 892, 907, 908, 912, 914, 982, 985, 992, 993, 998 e 999.

Ieri sia la linea A che quella B della metropolitana hanno subito fortissimi rallentamenti, causando anche qualche malore alle numerose persone in attesa sulle banchine.

Il sindaco Ignazio Marino ha parlato di una “situazione insostenibile”. Ma questo non basta; il popolo dei viaggiatori è, infatti, sul piede di guerra e sta sfruttando al meglio i social network per registrare ritardi, disservizi e quant’altro attiene l’universo ATAC e l’intero trasporto pubblico locale.

Si parla di Giubileo, di Olimpiadi, ma a Roma ogni giorno diventa più difficile anche superare la quotidianità. Chissà se mai le Istituzioni preposte se ne accorgeranno.

Nel frattempo ci uniamo alle proteste anche noi, evidenziando come sia assurdo pagare un biglietto o un abbonamento per un servizio che, ormai, si presenta il più delle volte nel suo volto duplice di disservizio, di sopravvivenza pura, laddove il trasporto pubblico dovrebbe, invece, essere uno dei servizi minimi garantiti in una capitale europea.

E, come spesso avviene, nessuno prende posizione. Chi governa ora dà la colpa alla precedente amministrazione, la quale intanto dava la colpa a qualcun altro e così via in un perfetto gioco di rimpalli, all’interno del quale è pressoché impossibile definire un inizio e una fine.

E mentre tutti parlano e pochi fanno, chi si sposta con i  mezzi pubblici attende paziente alla fermata che tanto “prima o poi passerà!”.