Salvini è autentico come una banconota da 30€

Il Capitano verde ha messo in fila nell'ultimo periodo un'escalation di giravolte mal organizzate, che hanno così finito per svelare la sua natura doppiogiochista.

Salvini è autentico come una banconota da 30€

“Parole, parole, parole. Parole, soltanto parole. Parole tra noi”, così cantava Mina nel 1972, in una delle sue interpretazioni più famose e memorabili. Il brano, inciso dalla cantante insieme al suo storico collaboratore Gianni Ferrio, racconta un dialogo di coppia in cui Lui corteggia Lei con promesse e smancerie, che però lo sbeffeggia, ripetendo a pappagallo la frase “Parole, parole, parole. Sono soltanto parole. Parole tra noi” con l’obiettivo di fargli capire che non le interessano parole vuote o finte promesse, ma solamente concreti gesti d’amore.

Ecco, ho costantemente canticchiato le note di questo bellissimo motivetto nell’arco delle ultime settimane, durante le quali si è spalmata la cosiddetta “crisi di Ferragosto”, la crisi politica più punk ed assurda che abbia mai investito il nostro parlamento. Ho ripetuto questo ritornello un po’ ovunque. Sotto la doccia, in bicicletta, in macchina, in motorino ed anche mentre facevo jogging. Non riuscivo proprio a togliermelo dalla testa. Nella mia fantasia, il Lui della canzone è chiaramente Matteo Salvini. La Lei è invece Luigi Di Maio. Lui rompe il giocattolo del loro amore e poi implorandola, promette di ripararlo, ma Lei non ci crede e gli risponde che le sue sono soltanto parole dietro le quali si nasconde una squallida trappola.

La sera dell’8 agosto, la Lega Nord ha aperto la crisi e ieri, mercoledì 28, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico l’hanno chiusa. Si sono infatti svolte al Quirinale le consultazioni tra il Presidente della Repubblica e i vari leader di partito, dalle quali è uscito un secondo e nuovo governo a guida Giuseppe Conte. Alla fine del colloquio tra gli esponenti pentastellati e Mattarella, il ministro Di Maio si è fermato in sala stampa e davanti ai media ha reso pubblica una clamorosa notizia: fino a poche ore prima, la Lega Nord gli aveva addirittura proposto la poltrona più ambita, quella da Premier. Sì, avete capito bene: la Lega Nord, lo stesso partito che aveva staccato la spina al governo giallo-verde e che auspicava nuove elezioni, ha offerto a Luigi Di Maio la Presidenza del Consiglio. Questa dichiarazione è oro puro, ci svela la dualità di Salvini. Il caro Matteo leghista strizzava allo stesso tempo un occhio ai suoi elettori/tifosi, gridando da ogni angolo dello stivale di voler assolutamente tornare al voto, mentre con l’altro ammiccava al M5S, provando a ricomporre quel governo che lui stesso aveva polverizzato. Il classico doppio-gioco del burattinaio.

Salvini è credibile come una banconota da 30€. E’ lui il principale artefice del nuovo governo. Quelle del Matteo leghista sono parole, soltanto parole. Null’altro. Davanti alla TV e in diretta Facebook grida al voto e all’inciucio, nelle camere segrete del palazzo offre invece il trono di Premier all’amico/nemico Di Maio. In piazza fa la guerra al PD, ma poi lo spinge al governo. In pubblico alza la voce e fa il duro, dietro le quinte si piega. Non per forza a 90 gradi, ma comunque un po’ s’inchina e s’inginocchia. “Quante facce si lava la mattina davanti allo specchio il nostro Capitano verde?”. Se gli italiani riusciranno a capire che se ne lava più di una, perderà milioni di voti e tornerà ad essere un semplice mozzo che pulisce le scarpe a quello che è in realtà il vero Capitano della nave: Silvio Berlusconi.

Riccardo Chiossi