Sanremo 2018, polemiche sui vincitori

Dubbi anche sui risultati del televoto

Interessante a volte ascoltare le emittenti locali, lì dove si esprimono le etichette indipendenti (non selezionate). Raccontanto le loro esperienze, e lasciano perplessi alcune dichiarazioni. Insomma, continua la non chiarezza nel “dietro le quinte” del Festival. In primis, due giurie diverse per etichette note e, appunto, gli indipendenti. Criteri di scelta non ben definiti,  sempre gli stessi sul palco alla fin fine… polemiche sui vincitori e il televoto.

Striscia la notizia tratta l’argomento giornalmente.  Forse, senza il polverone alzato sul sospetto plagio di Ermal Meta e Fabrizio Moro, la loro canzone non avrebbe avuto lo stesso “peso” per la finale. Chissà!

Per fortuna, la musica è musica… valida a priori in quanto tale. Poi, dipende dai gusti personali (ed anche da quel che stai facendo mentre l’ascolti) il suo piacere o meno. Erano i momenti non musicali che non riuscivo a seguire,  io.

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A parte qualche “classica in stile sanremese” non destinata a far cassetta,  le canzoni si  sentiranno alla radio per più della metà.  Soprattutto le orecchiabili, le ritmate, e naturalmente quelle “protette” da accordi con le case distributrici. Non crediate, comunque, che non sia stato “ragionato a tavolino”. A Sanremo, già solo di platea, a spenderci sono le persone di una certa età, devono i produttori considerarlo. A me è parsa equilibrata la proporzione tra vecchio e “pseudonuovo” che avanza. In ogni caso, sono tutti collegati…. investitori e artisti.  Più che novità, io vedo assetti di mercato.

Non andrà all’ Eurovision Song Contest (forse più noto col vecchio nome: Eurofestival) la canzone clone di Gabbani in senso buono. Geniali e intelligenti, come lui fu l’anno scorso, “Lo stato sociale”.  Una ventata d’ironica freschezza portata  con il balletto della vecchia (l’anno scorso il balletto era della scimmia). Mi hanno divertita. Un pizzico di brioso cervello sul palco (non considero tanto la canzone, quanto il gruppo).

Elio&Co hanno perso in verve… (Arrivedorci). Mi hanno rattristata, una chiusura ingloriosa.

Barbarossa è un cult per chi è romano come me (anche se Mannarino mantiene il primato nei miei di preferenza dialettale), peccato abbia un po’ italianizzato l’inflessione (anche giusto farlo in quel contesto. Passame er sale).

No comment per gli ex Pooh (Ognuno ha il suo racconto, Il segreto del tempo).

Avitabile, Servillo (Gragnagnello) facciano quel che facciano, restano icone nel napoletano (Il coraggio di ogni giorno)

Tutti han dato il loro possibile per la parte musicale (rispetto il lavoro e l’impegno altrui).

Gara o non gara nulla mi interessa, le eliminazioni (poco per volta o di massa) decretano lo stesso tre premiati (ascoltateli da qui) :

  1. Non mi avete fatto niente

  2. Una vita in vacanza

  3. Il mondo prima di te