The truman show

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23.25 – Studio Universal

I film di Peter Weir piacciono sempre e ognuno ha il suo preferito (Witness – Il testimone, L’attimo fuggente, Un anno vissuto pericolosamente, ecc.), ma questo è un vero capolavoro, un pezzo da maestro. Il classico caso in cui un ottimo comico diventa un attore tragico straordinario, ragione per cui Jim Carrey vinse meritatamente il Golden Globe (non l’Oscar che fu vinto quell’anno da Roberto Benigni). Critica surreale all’allora emergente fenomeno dei reality show, il film si regge su un intreccio di allegorie e simbolismi. A partire dal nome del protagonista, True-man: “uomo vero”, sarcasmo drammatico sulla condizione fittizia della sua esistenza. Chiarissimo il tributo al “Big Brother” orwelliano, nell’analogia paradossale tra il controllo delle vite sovietico e l’alienazione mediatica delle società occidentali. CAPOLAVORO!!!

THE TRUMAN SHOW
idem, USA ’98, drammatico, scritto da Andrew Niccol, diretto da Peter Weir
Jim Carrey: Truman Burbank
Ed Harris: Christof [3] Laura Linney: Hanna Gill/Meryl Burbank
Noah Emmerich: Marlon
Natascha McElhone: Lauren/Sylvia
Holland Taylor: Angela Burbank, madre di Truman
Brian Delate: Kirk Burbank, padre di Truman
Peter Krause: Lawrence
Blair Slater: Truman da piccolo
Paul Giamatti: direttore della sala di controllo
Ron Taylor: Ron
Don Taylor: Don
Ted Raymond: Spencer
Philip Baker Hall: direttore del Network

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Ogni secondo di ogni giorno che passa Truman è, a sua insaputa, il protagonista della soap opera documentaristica più lunga e seguita della televisione. Seaheaven, la cittadina dove Truman abita è in realtà un gigantesco teatro di posa dove amici e parenti sono tutti attori pagati che recitano la loro parte. Tutto va avanti fino al giorno in cui Truman comincia a sospettare qualcosa.