Tutta la verità su San Valentino

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Il 14 Febbraio si celebrano i santi Cirillo monaco e Metodio vescovo e non San Valentino, che è stato cancellato dal calendario liturgico dopo la riforma del 1970 perché ritenuto dalla chiesa poco significativo. La cancellazione però sembra non essere mai avvenuta se si guardano almanacchi, calendari e agende che continuano a registrare il 14 Febbraio come la festa di San Valentino e solo raramente aggiungono i nomi dei due evangelizzatori: Cirillo monaco e Metodio vescovo. Del resto, come poteva la decisione del Consiglio per la riforma liturgica avere qualche effetto su una festa di lunga tradizione divenuta ormai un business?

In un martirologio scritto intorno all’anno 600 appaiono due San Valentino il 14 Febbraio: il vescovo di Terni e un prete di Roma.

Il San Valentino vescovo di Terni, secondo una Passio dell’ ottavo secolo, guarì a Roma il figlio di Cratone, un retore greco, che si convertì con tutta la sua famiglia e i suoi allievi. Fu così che Placido, il prefetto della città, lo fece martirizzare. La salma di Valentino fu riportata a Terni dove venne eretta anche una basilica in suo onore. Nel 1646 papa Urbano VIII, per ridurre il numero delle feste patronali, stabilì che ciascuna città avesse un solo patrono. I laici del Consiglio cittadino sostenevano il patronato di San Valentino, il clero quello di Sant’ Anastasio che venne “detronizzato” il 3 Luglio 1647 quando San Valentino divenne il patrono unico di Terni.

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Al San Valentino di Roma, martirizzato durante l’impero di Claudio il Gotico (268-270) secondo il martirologio già ricordato, papa Giulio I (337 – 352) dedicò una basilica che fece edificare a un chilometro e mezzo da Porta del Popolo su un cimitero pagano – cristiano. Prima tappa romana per i pellegrini che arrivavano da nord, la basilica divenne molto popolare nel medioevo, periodo in cui il culto del santo si diffuse in Europa, fino all’ Inghilterra. <<In realtà, questo secondo Valentino non è mai stato un santo ma semplicemente il benefattore che finanziò la costruzione della basilica e che perciò le diede, secondo la tradizione dell’epoca, il nome: nella biografia di Giulio I (337-352) del Catalogo liberiano è scritto infatti che «facit… basilicam Via Flaminia mil. II quae appellatur Valentini». Tra il secolo V e il VI si cominciò erroneamente a venerarlo, come è accaduto per molti altri benefattori che avevano fondato chiese a Roma…Successivamente nella leggenda le due figure si sono confuse fino a dare origine a un solo san Valentino>> (Alfredo Cattabiani, “Calendario”)

Pare che papa Gelasio I (492-496) abbia introdotto la festa di San Valentino il 14 Febbraio per sostituire i lupercalia, la festa pagana della fertilità celebrata anche da molti cristiani.

San Valentino divenne il patrono degli innamorati durante il medioevo quando in Inghilterra e in Francia si diffuse la credenza che il 14 Febbraio avevano inizio gli accoppiamenti degli uccelli.

Lo scambio di bigliettini d’amore detti “valentine” nel giorno di San Valentino è documentato in Inghilterra a partire dal XV secolo.

Emigrata in America, la festa degli innamorati è tornata in Europa trasformata in una festa laica, consumistica, una festa che sembra aver dimenticato le sue origini.

Sono sopravvissuti però i simboli dell’amor romantico, presenti per la prima volta nelle “valentine” quattrocentesche. Cuori, rose rosse, immagini di Cupido e colombe sono infatti ancora associati alla festa degli innamorati che il 14 Febbraio celebrano il loro amore ignari che tutto ebbe inizio quando un papa volle “cristianizzare” il rito pagano per la fertilità.

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.