La violenza contro le donne è un tema di straordinaria importanza e può essere combattuto in tanti modi, compresi gli strumenti economici. Infatti, la Legge di Bilancio ha previsto un bonus per incentivare le aziende ad assumere donne vittime di violenza.
A chi è destinato il bonus?
Il bonus assunzioni è riservato alle donne vittime di violenza che ricevono il reddito di libertà, una misura nata nel 2021 con lo scopo di sostenere le donne in situazione di difficoltà e che sono state vittime di violenza.
Dunque, il requisito fondamentale per poter richiedere il bonus riguarda il reddito di libertà, inoltre viene specificato che il bonus è destinato alle donne vittime di violenza, senza figli minori, che sono seguite dai centri antiviolenza regolarmente riconosciuti dalle Regioni.
L’INPS, nella circolare emessa, specifica anche che le richiedenti devono essere residenti sul territorio italiano, cittadine comunitarie o italiane oppure, qualora la donna fosse extracomunitaria, deve essere in possesso di regolare permesso di soggiorno.
Come funziona il bonus assunzioni?
Come chiarito dall’INPS, il bonus assunzioni stabilisce l’esonero al 100% dei contributi previdenziali, fino ad un massimo pari a 8.000 euro, per i privati che assumono nel triennio 2024-2026 donne senza lavoro che sono scampate alla violenza.
L’esonero contributivo è applicabile a datori di lavoro nel settore privato, agli studi professionali e alle fondazioni. Per i contratti a tempo indeterminato il bonus viene concesso per un massimo di 24 mesi, mentre per i contratti a tempo determinato è riconosciuto per un massimo di 12 mesi.
Infine, nel caso di contratto che si trasforma da determinato a indeterminato, lo sgravio viene concesso per un massimo di 18 mesi che partono dalla data di assunzione a tempo determinato.








