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Co-sleeping, in culla o senza culla: un’abitudine che semplifica la vita di neo genitori e bebè

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Il co-sleeping è l’abitudine dei neogenitori di dormire insieme ai neonati ma anche ai bambini più grandi nel lettone matrimoniale. Un’abitudine molto discussa e che crea divisioni. In realtà, questa pratica ha anche degli elementi molto positivi.

Il co-sleeping come vedremo può essere vissuto nello stesso lettone matrimoniale e non in maniera permanente oppure si organizza nel primo anno di vita dei bambini e delle bambine con delle culle apposite.

Sicuramente, è molto pratico. Il neonato stando a stretto contatto con i genitori si sente meno solo. Può essere allattato con facilità anche a letto. Se il bambino piange o si ha la necessità di tranquillizzarlo o monitorarlo non bisogna alzarsi. I pediatri e gli esperti spiegano che l’abitudine di genitori e figli di dormire insieme è parte dell’istinto di sopravvivenza, nel regno animale è molto comune.

Co-sleeping in culla o senza culla

Il co-sleeping spesso è involontario, accade che la mamma va a prendere il neonato in culla e decide di allattarlo a letto e si addormenta. Stessa cosa può accadere al papà. Può accadere che il bimbo venga cambiato e poi non rimesso in culla. Insomma, il co-sleeping libero è una cosa comune però è anche importante ricordarsi che i neonati sono abitudinari.

Le culle co-sleeping non sono una novità, esistono da secoli, con la modernità sono stati meglio costruiti per affiancarli al letto, dare spazio al neonato e tranquillità ai genitori. Le moderne culle co-sleeping sono morbide, leggere, anti soffocamento, mobili.

Co-sleeping consigli pratici, fino a che età è possibile dormire nel lettone con i bambini?

Il co-sleeping vissuto seguendo la crescita del bambino, anche psicologica, prevede di conoscere le tappe che il bambino vive durante i primi mesi e anni. Fino a nove mesi i bambini tendono a svegliarsi almeno una volta di notte.

Da questo punto di vista il co-sleeping sicuramente aiuta bambini e genitori a riaddormentarsi subito e con serenità. Dai due anni, la tendenza dei bambini di risvegliarsi per chiamare i genitori diminuisce. Dai cinque ai dieci anni, i bambini apprendono regole, autonomia, sanno le funzioni del proprio lettino, della propria stanza, del riposo notturno. In questa fase di autonomia, può capitare ogni tanto di ritornare nel lettone di mamma e papà ma deve essere una volta ogni tanto!

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