I medici salutano Liang Yaoyi con un inchino. La foto commuove la Cina e il web

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La determinazione nel voler donare gli organi lo rende un piccolo eroe. La sua generosità immortalata nella foto che commuove la Cina e il web.

A 9 anni gli diagnosticano un tumore al cervello, incurabile e inoperabile. Lotta fino agli 11 anni, poi il triste epilogo.

È la storia di Liang Yaoyi, scolaro di Shenzhen, città i cui confini costeggiano quelli di Hong Kong.

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Il sogno di Liang era poter diventare medico, mettersi al servizio delle persone e salvare le loro vite, ma purtroppo il destino, a volte beffardo e crudele, ha permesso di esaudire il sogno di Liang, salvare altre vite, solo attraverso la sua morte.

Liang è stato sempre cosciente di quello che gli stava accadendo, sempre preparato e lucido, mai tentennante sulla decisione presa d’impulso, presa appena appreso della sua disperata situazione.

Ha da subito espresso la volontà, a medici e familiari, di voler donare i suoi organi e poter così salvare altre vite.

La Cctv, la televisione di Stato cinese, ha raccontato con enfasi la storia del bambino-eroe.

In Cina la cultura della donazione degli organi è relativamente nuova. È soltanto dal 2010 che è stato costituito un registro nazionale per i trapianti. Nel passato, gli organi arrivavano soprattutto da detenuti condannati a morte.

La consapevolezza, la determinazione e la generosità dell’undicenne ha sorpreso tutti, a partire dagli stessi genitori, disperati e addolorati, ma pur sempre orgogliosi della scelta del figlio.

Il 6 giugno scorso però si è giunti alla fine: Liang, stremato, ha nuovamente rinnovato le sue volontà ed è stato accontentato.

La foto che sta commuovendo l’intera Cina e il web, ritrae proprio il corpo esanime di Liang, coperto dal telo verde, prima dell’ingresso in sala operatoria per l’espianto. Attorno al suo corpo i medici che hanno voluto fare omaggio di tre inchini al bambino–eroe. Sullo sfondo la madre in lacrime.

Liang Yaoyi con il suo gesto ha impartito una lezione a un’intera nazione.

Solo otto ore più tardi, i suoi reni e il suo fegato avevano già salvato la vita di due persone.

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.