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Il rapporto sugli abusi in prima infanzia perpetrati dal clero

Ciò che viviamo nel periodo della prima infanzia rappresenta un importante fattore sulla salute. Questo argomento dovrebbe interessare tutta la società. Il rapporto della Commissione sugli abusi e la prima infanzia in uno studio riportato sul “Lancet“.

Recentemente su “The Lancet Public Health” un articolo fa riferimento a pubblicazioni e commenti che documenterebbero il tema delle esperienze precoci e negative della vita, quanto possano influire sugli esiti della salute tra i bambini e anche nell’età adulta. Si evidenzierebbero, inoltre, anche gli immensi potenziali benefici della prevenzione per evitarne impatto ed effetti.

La Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica, il 5 ottobre 2021, ha pubblicato un proprio rapporto, in cui emergerebbe una stima, prendendo in considerazione il periodo risalente dal 1950. In questo lungo lasso di tempo si sarebbero verificati abusi sessuali perpetrati ai danni di più di 216.000 bambini compiuti dal clero, in Francia.

Il rapporto rappresenterebbe anche l’analisi circa la pervasività del trauma infantile. Si calcola, infatti, che un bambino su due di età compresa tra 2 e 17 anni subisca qualche forma di violenza ogni anno. Le esperienze avverse subite in infanzia comprenderebbero una serie di eventi, potenzialmente traumatizzanti. Ciò aumenta il rischio di sviluppare comportamenti dannosi per la salute in età adulta. Un’infanzia sana e sicura è fondamentale sia per lo sviluppo fisico, mentale e sociale, sia a livello globale di una persona.

Bambini provenienti da ambienti più svantaggiati hanno maggiori probabilità di sperimentare più disagi e stress. Le esperienze negative costituirebbero il terreno fertile che aumenta il rischio maggiore di esiti negativi nella vita.

Quali sono i fattori di rischio in prima infanzia

Le esperienze avverse dell’infanzia includono l’esposizione a violenza sessuale, fisica o emotiva, negligenza infantile e disfunzioni domestiche, privazioni e povertà, shock traumatici (esempio morte di un genitore).

A causa della chiusura delle scuole e delle interruzioni di attività gratuite per bambini, per il COVID-19, la situazione potrebbe essere anche peggiorata. Ciononostante si potrebbe fare molto per prevenire situazioni negative in periodo infantile, per sostenere i bambini e costruire una personalità sana e resiliente negli stessi.

L’epidemiologa Naja Rod con il suo gruppo di lavoro, ha mostrato che i tassi di ospedalizzazione nella prima età adulta siano particolarmente alti tra quelli esposti a privazione, perdita familiare e dinamiche familiari negative. Esaminando i dati del registro, su oltre mezzo milione di bambini danesi, è emerso questo dato. Attraverso le generazioni, le disuguaglianze sanitarie possono radicarsi nelle famiglie più vulnerabili.

Come migliorare la qualità della vita in prima infanzia

Prestare maggiore attenzione al periodo infantile sarebbe una soluzione. Dando priorità alla protezione dei finanziamenti per i programmi e i servizi per la prima infanzia per i bambini svantaggiati, ad esempio. Si potrebbe ridurre l’incidenza delle esperienze negative in infanzia, affrontando determinanti sociali della salute quali miglioramenti di alloggio, reddito e servizi a favore della comunità.

In una revisione sistematica e una meta-analisi, Michael Liu e ricercatori stimano che il 53,9% degli adulti senza fissa dimora abbia affrontato problematiche in prima infanzia. Alcune prove avvalorano l’idea che tra i senzatetto siano associati rischi ad un aumento del tasso di suicidio, depressione, abuso di sostanze e ulteriore vittimizzazione in età adulta.

Secondo il rapporto dell’OMS 2020 sulla prevenzione della violenza sui bambini, meno del 50% dei paesi ha, tuttavia, riportato un’applicazione sufficiente delle leggi antiviolenza e solo il 20% ha riportato un finanziamento completo dei propri piani d’azione per ridurre la violenza contro i bambini.

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