Come riportato dal Giornale di Sicilia, Cosa nostra provava a estendere i propri affari a Roma. “Lo dimostrano le intercettazioni finite nell’inchiesta dei Ros e della Procura di Roma, che ha messo in luce gli interessi dei clan palermitani nella Capitale con l’obiettivo di reinvestire il denaro in bar e pasticcerie“.
S.R., (uno degli arrestati insieme al fratello B.R.) ed F.M. nelle loro intercettazioni parlavano di puntare i loro affari in un bar – ristorante nel salotto di Trastevere -, che aveva in menù cannoli espressi e cassate. Il locale è ora sotto sequestro.
Mariella Pagliaro, che ha lavorato all’inchiesta a piazzale Clodio, spiega sul Giornale di Sicilia, che il gruppo aveva in mente di espandersi in tutto il quartiere.
L’inchiesta Gerione ha fatto scattare l’arresto, oltre che per i tre di cui sopra, anche per i loro familiari, che sono finiti ai domiciliari.











