Lampadina energia

L’Antitrust e i rincari illeciti: gli appelli non sono rimasti inascoltati

Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie sono le società colpite dai provvedimenti del Garante. Tutte insieme coprono l’ 80% del mercato.

“Un plauso all’intervento dell’AGCM – è la voce di Confimprese Italia – nei confronti delle compagnie che forniscono energia. Questa è la seconda bacchettata del Garante, che ne punisce il comportamento spregiudicato”.

Confimprese, indagare anche sulla formazione del prezzo

Per Giovanni Felice, però, la battaglia è ancora lunga: “Auspico che questa sia solo una linea di intervento. Infatti, agisce contro la violazione del decreto Aiuti Bis. A mio avviso  – continua il vicepresidente di Confimprese Italia – l’Antitrust dovrebbe anche indagare sull’ipotesi di cartello costituito in materia di formazione dei prezzi. Penso che – continua Felice – chi viola in maniera cosi palese la legge, sia capace anche di comportamenti speculativi di ben altra caratura, magari in condivisione con altri operatori del mercato”.

AGCM, violazione del decreto Aiuti Bis

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha, infatti, fatto sentire la propria voce e sono sette le società interessate ai nuovi provvedimenti appena emessi: Enel, Eni, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie. Tutti colossi del settore, rei di non aver rispettato quanto previsto nel decreto Aiuti Bis dell’agosto scorso, ovvero la sospensione di tutte le modifiche ai contratti attivi  – e relativi preavvisi – fino al 30 aprile 2023. In precedenza, AGCM aveva sanzionato anche Iren, Dolomiti, E.On e Iberdrola.

Su 25 operatori indagati, metà regolari

In soldoni, perché di questo si tratta, tutti questi operatori, in aperto contrasto con quanto previsto dal decreto, avrebbero inviato agli utenti modifiche unilaterali dei loro contratti di fornitura di energia, aumentandone il prezzo al consumatore.

Il Garante ha, quindi, aperto un’istruttoria nei confronti di 25 imprese, metà delle quali si è rivelata in regola con le disposizioni di legge. Ad Acea viene anche contestato di aver addirittura inviato le comunicazioni di modifica del contratto ben dopo l’entrata in vigore del decreto: le altre, avevano almeno avuto il pudore di farlo prima.

Rimborsi in bolletta per 2,6 milioni di utenze

Una buona notizia per almeno 2 milioni e 600 mila utenti che, ricorsi a parte, potranno sperare di vedersi restituire il maltolto nelle successive bollette: “Le imprese – informa l’AGCM – dovranno sospendere l’applicazione delle nuove condizioni economiche, mantenendo o ripristinando i prezzi praticati prima del 10 agosto 2022”.

Ma le utenze comunque interessate sono più di 7 milioni, tra famiglie, condomini e microimprese.

Insomma, una buona notizia ma ancora non sufficiente: “Noi di Confimprese chiediamo che si vada avanti sulle  indagini – prosegue Giovanni Felice  – Soprattutto dopo questi risultati. Sarebbe strano registrare un comportamento omogeneo e condiviso delle società di fornitura di energia sulla violazione del Decreto Aiuti e poi invece nessun legame sulle strategie speculative in materia di formazione dei prezzi. E, mi chiedo, – conclude – a fronte di questo procedimento, il governo intende ancora rimborsare queste società con una parte dei 21 miliardi previsti nella manovra”?.

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