Le donne nell’Art Noveau: ieri come oggi protagoniste assolute

il gentil sesso è il fulcro di questo periodo storico scintillante.

Il ruolo delle donne nella società del crepuscolo del XIX secolo muta sensibilmente assumendo maggiore indipendenza ed emancipazione. Durante lo stesso periodo gli artisti, pittori e designers dell’Art Noveau decisero di lasciarsi ispirare dal gentil sesso grazie alle loro forme nude morbide e seducenti. Spesso erano ritratte abbellite da gioielli, colori scintillanti avvolte da stampe floreali.

La donna oggetto nelle pubblicità dell’Art Noveau

La pubblicità in quegli anni giocava un ruolo importante la figura delle donne, un po’ come oggi, per la vendita di prodotti e lifestyles a loro contemporanei. Molti artisti usarono l’erotismo nei loro lavori, uno di questi fu Alphonse Mucha. Il designer ceco creò carte da parati, tessuti, argenteria, gioielli facilmente consultabili nei suoi due volumi pubblicati nel 1902.

Molti pensano che il cliché della ”donna oggetto’‘ sia nata alla metà del Novecento, in verità fin dalle pubblicità di Mucha per le cartine di sigarette esisteva l’idea che il ”sesso vende”. A quell’epoca la donna che reggeva in mano una sigaretta con le labbra semiaperte in estasi era una figura di grandissimo scandalo.

Sarah Bernhardt, l’icona dell’Art Noveau

Un’altra figura importante dell’Art Noveau è Sarah Bernhardt: attrice teatrale e cinematografica divenne un’icona di stile. La sua immagine fu utilizzata per la promozione di cosmetici, vestiti e cibi. Sarah commissionò Mucha diverse opere tra cui la Gismonda, la produzione di gioielli, oggetti di porcellana e molto altro.

Diversi personaggi femminili furono muse per diversi artisti, una di queste fu la ballerina del Moulin Rouge Jane Avril e la danzatrice Loie Fuller. In molti affermano che proprio quest’ultima fu l’incarnazione dell’Art Noveau. Indimenticabile fu il suo debutto sul palcoscenico di Parigi nel 1892 presso il bar Folies Bergère. La danzatrice ”illuminata”, così chiamata, fu la prima a interpretare questa nobile arte a corpo libero sulle note di Débussy, Chopin o Shubert con vividi effetti di luce colorata.

La moda europea sulle riviste e le silhouette snelle

Anche la moda cambiò tantissimo, soprattutto per la donna, e gli stilisti svilupparono abiti dalle linee meno limitative, più leggeri e facili da indossare. Questo è il periodo in cui si scelgono stoffe morbide, trasparenti e dalle linee sinuose. In voga fu il corsetto con silhouette a S.

Sul mercato apparve l’abbigliamento sportivo, quello adatto alla spiaggia o alla bicicletta. Le calzature erano decorate con motivi Art Noveau ricche di dettagli sui tacchi. Tutte le novità andavano pubblicizzate sulle riviste, sui quotidiani o nei grandi magazzini di tutta Europa.

 

Le donne: simboli mistici e sensuali

Molti pittori amavano associare le donne al mondo mistico e simbolico, forse per il fascino della psicologia e del simbolismo relativo alla letteratura decadente e alla psicanalisi di Sigmund Freud. La nozione della donna come simbolo di purezza o di tentazione era un tema espresso molto sia nell’arte che nella letteratura. Erano ritratte come esseri eterei, seducenti e fatali: basti pensare a Franz Von Stuck con ‘‘Il bacio della Sfinge” del 1895 che ritrae una donna intenta a baciare appassionatamente un uomo.

Il pittore austriaco Gustav Klimt è sicuramente l’esponente principale dell’Art Noveau. L’opera di Klimt, ad esempio Danae del 1907-1908, ritrae spesso il nudo femminile in senso sensuale-decorativo. Il suo marchio di ”fabbrica” era il mélange delle figure discinte arricchite da materiali preziosi (in oro o argento) che creavano brillanti superfici simili ai mosaici.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico.Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto.Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo e si occupa di Digital Marketing e Traduzioni.
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