Premio Nobel per la Pace a Malala Yousafzai e all’attivista indiano Kailash Satyarthi

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Hanno vinto i diritti dei bambini con i premi Nobel della Pace di quest’anno, conferiti rispettivamente a Malala Yousafzai e a Kailash Satyarthi (lei pakistana e lui indiano, provenienti da due Paesi notoriamente nemici tra loro).

Lo scorso anno Malala, l’attivista per il diritto allo studio per le bambine sopravvissuta il 9 ottobre 2012 ad un attentato da parte dei talebani che infestano la Valle dello Swat dove la ragazzina viveva (prima di trasferirsi a Birmingham per motivi di cura e di sicurezza), aveva ricevuto la candidatura al premio Nobel per la Pace e grande era stata la delusione di molti perché non l’aveva vinto. Quest’anno, invece, ce l’ha fatta a diventare la vincitrice più giovane (il 12 luglio ha compiuto 17 anni) della storia del prestigioso riconoscimento.

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“Nonostante la sua giovane età Malala Yousafzai ha già combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all’istruzione” (gestiva un blog per la BBC), “ed ha mostrato con l’esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione. Cosa che ha fatto nelle circostanze più pericolose”, ha spiegato Thorbjoern Jagland, il presidente della giuria. “Attraverso la sua lotta eroica è diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all’istruzione”.

Invece Kailash Satyarthi, 60 anni, opera dagli Anni Novanta con proteste pacifiche, secondo la filosofia del Mahatma Gandhi, per strappare i bambini al lavoro e per garantire loro il diritto di andare a scuola. Con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan (“Salva il Movimento per l’Infanzia”), ha liberato almeno 80.000 bambini da quella che è una vera e propria forma di schiavitù.

I due attivisti hanno vinto il Nobel per la Pace per la comune lotta “contro l’oppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto alla loro istruzione. I bambini devono andare a scuola e non essere sfruttati economicamente”, spiegava la motivazione del riconoscimento, e ora si profila anche la possibilità di una loro collaborazione: “Conosco Malala personalmente e la inviterò a lavorare con me, ha annunciato Satyarthi.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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