Rompe il muro di silenzio la 16enne che nel Capodanno 2020 subì un abuso da suoi coetanei durante una festa all’insegna di alcol, cocaina e tranquillanti.
La ragazza, ha detto al giornale Open: “Quello che ho vissuto fa schifo quindi lasciatemi in pace, devo metabolizzare. A momenti mi staccavo la pelle, volevo togliermi lo schifo di dosso“.
La giovane aveva il corpo coperto di lividi, e dopo si è chiusa nel mutismo. Persino alla madre non confessò nulla, limitandosi a dirle,vagamente, che una ragazza alla festa era stata stuprata. Quella ragazza era lei.
«La ragazza è in una fase molto delicata perché sa che dovrà affrontare un’altra testimonianza e sarà il momento peggiore, perché dovrà rivivere tutto. Sta cercando di trovare dentro di sé la forza per affrontarlo», dice Guerreschi, portavoce dell’associazione “Bon’t worry“.
La quale aggiunge anche che l’adolescente è stata abbandonata dalle amiche al momento della denuncia, che addirittura hanno dichiarato di ritenere improbabile che la giovane sia stata stuprata.
La ragazzina dice di essersi “sentita sola”
“Probabilmente — spiega ancora Bo Guerreschi — hanno avuto paura delle reazioni dei loro genitori e si sono tirate indietro, ma se sei sobria e vedi che una tua amica è in una situazione a rischio, la porti via. Non l’abbandoni. Invece è quello che hanno fatto. Hanno girato la testa dall’altra parte, non hanno avuto nemmeno il coraggio di chiedere scusa dopo”.
E aggiunge: “Tutti la accusano, dicono che non c’è stata una violenza, che se l’è cercata, si dipingono come santi, ma in questa storia una verità già c’è: la ragazza non ha colpa, non sapeva neanche cosa stesse succedendo. Dopo aver fatto uno o due tiri di una sigaretta bagnata con un liquido strano si è sentita quasi subito stordita. La droga dello stupro esiste anche sotto forma di gocce“.











