Imu, Tasi e Tari: caos per le scadenze

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A settembre le prime scadenza per la Tasi, ma resta un autunno caldo per le tasse: tempo fino a dicembre anche per Tari e Imu.

Le tre tasse autunnali sugli immobili si dovranno pagare entro il 16 dicembre. Eppure le scadenze sono tutt’altro che chiare.

Prendiamo la Tasi: in teoria, il pagamento della prima rata era fissato per il 16 giugno. A quella data, però, molti Comuni non avevano ancora deliberato sull’imposta.

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Ecco che la scadenza, allora, è slittata al 16 settembre. Qualche giorno fa, altra novità: 3500 amministrazioni locali non avevano deciso ancora nulla. Così la scadenza è stata posticipata, per questi Comuni, al 16 ottobre. O al 16 dicembre, cioè in concomitanza con la scadenza della seconda rata della stessa tassa.

La Tasi (tassa sui servizi indivisibili) è a carico del proprietario dell’immobile (70-90%) e dell’eventuale affittuario (10-30%). Non sono mancate le polemiche, per quanto riguarda gli importi di questa tassa, il cui importo è tendenzialmente più alto di quello dell’Imu.

Per quanto riguarda invece l’Imu, la scadenza della rata è fissata al 16 dicembre. L’imposta municipale unica viene pagata solo dal proprietario dell’immobile, ed è calcolata sulla base dell’aliquota del 2013.

L’unico sospiro di “sollievo” viene dalla Tari (la tassa sui rifiuti che ha sostituito la Tares): è a carico dell’inquilino dell’immobile, ma la scadenze vengono rese note dalle amministrazioni locali, delle quali bisognerà perciò attendere le richieste per il pagamento.

Ricapitolando. Per la Tasi c’è (forse) ancora tempo, perché dipende dal Comune in cui è sita la proprietà; l’Imu si paga entro il 16 dicembre, mentre per la Tari bisogna far riferimento a quanto deliberato dalle amministrazioni locali.

Unica nota positiva: la chiarezza. Ve lo ricordate il caos Tasi/Tari/Imu/Tares/Trise denunciato qualche anno fa dal filmato? Almeno ora si sa che cosa bisogna pagare. Non quanto, non quando, ma almeno “cosa”. D’altronde, non bisogna pretendere troppo.

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