Aiuto, arriva il treno!

L'Arrivèe_d'un_train_en_gare_de_La_Ciotat_(1896)_01

La data convenzionalmente accettata per la nascita del cinema è il 28 dicembre 1895.

In quel lontano tempo i fratelli Lumière proiettarono il primo cortometraggio riconosciuto come film, ovvero, L’uscita degli operai dalle Officine Lumière a Lione. In quei 45 secondi vengono ripresi operai mentre escono dalla fabbrica di famiglia. Nelle immagini si nota che i protagonisti non guardano in macchina, se non involontariamente. Ciò dimostra che il gruppo era stato avvertito della partecipazione all’esperimento. Il tutto è ancora nella sua fase embrionale, realtà e fantasia si mischiano in questo nuovo e misterioso mezzo.

Loading...

Il cinema delle origini non ha ancora preso atto delle immense capacità che possiede.

Prima dei lavori dei Lumière erano state svolte varie sperimentazioni, una di quelle più famose è sicuramente il kinetoscopio del noto inventore Thomas Alva Edison. Le immagini si susseguivano all’interno di una macchinetta, in cui era necessario guardare in uno forellino, così da regalare allo spettatore un’ esperienza individuale.

Naturalmente tutte queste novità incuriosirono la popolazione, ma la spaventarono anche.

L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat dei Lumière (1896) è forse l’esempio più lampante ed anche il più citato e romanzato della storia del cinema. Tanto per intenderci, il cortometraggio è quello mostrato nell’ilare scena di Superfantozzi (1986), in cui il Ragioniere è l’unico a non spaventarsi per l’arrivo del treno, ma la locomotiva buca letteralmente lo schermo e lo investe.

Nel progetto dei Lumière c’è una classica ripresa di vita quotidiana ed una novità nel loro stile, l’immagine è infatti proposta angolarmente, viene così donata profondità. Presumibilmente è anche per questo che gli spettatori in sala si impaurirono. La leggenda riporta che molti scapparono urlando.

Di strada ne è stata fatta parecchia da quel treno, ma è fondamentale ricordare come alle origini, lo scetticismo, la paura e la diffidenza siano spesso presenti. Tali sentimenti non vanno considerati errati, ma sani e leciti.

Quello che i contemporanei dei Lumière non potevano sapere è che il cinema sarebbe diventato, oltre che un mezzo d’intrattenimento, una vera e propria arte.