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Burioni: “Normale quanto successo nella Rsa di Prato”

Donatella Aquilini, direttore di malattie infettive dell’ospedale Santo Stefano, chiarisce quanto accaduto al Pio Istituto Santa Caterina, dove si sono registrati 47 ospiti e 18 operatori positivi al Covid più altri 7 operatori a bassa carica. “Qualsiasi vaccino ha bisogno di un tempo minimo per produrre i suoi effetti. E nel caso del siero attualmente in uso servono tre settimane più una quarta per ottenere una immunità efficace al Covid. L’organismo umano ha bisogno di organizzarsi per attivare gli anticorpi recependo le informazioni che giungono con la proteina che stimola la reazione del sistema immunitario”.

Di questi ospiti, 26 avevano già ricevuto la prima dose del vaccino, caso che è subito diventato mediatico sul web, dando vita al solito tamtam di fake news. Così Burioni ha fatto chiarezza sulla situazione.

Ha infatti dichiarato l’esperto: “La protezione completa si stabilisce sette giorni dopo la seconda dose, quella parziale 12 giorni dopo la prima dose”, ha twittato il medico. “La notizia è il ‘focolaio in Rsa a Prato’. Che fossero vaccinati una settimana prima o non vaccinati è completamente irrilevante“.

E la dottoressa Aquilini ha ricordato: “Dobbiamo ricordare che come accade con ogni vaccino, la somministrazione della prima dose non dà immunità immediata. Bisogna dare all’organismo il tempo necessario per organizzare la propria difesa immunitaria in base allo stimolo ricevuto, iniziando a produrre anticorpi. Possono servire due-tre settimane perché l’organismo inizi a reagire. Ma per attivare una protezione totale è necessaria una seconda dose, insomma il cosiddetto richiamo che viene somministrato 21 giorni dopo la prima dose. Secondo gli studi eseguiti, l’attuale vaccino presenta un’efficacia nel 95% dei casi”.

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