Lavoro

Concorso straordinario: come verrà riconosciuta l’abilitazione ai vincitori?

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I vincitori del concorso straordinario conclusosi qualche mese fa sono destinati a passare presto di ruolo e a firmare l’agognato contratto come docenti a tempo indeterminato. Il Ministero dell’Istruzione riconoscerà loro, inoltre, l’abilitazione all’insegnamento di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020 e DD n. 783 dell’8 luglio 2020. Lo stesso MIUR ha dovuto rispondere ad alcune istanze da parte dei sindacati e, in maniera informale è stata data loro una risposta negativa. Ma chiariamo la situazione per non incorrere in fraintendimenti.

La questione sulle abilitazioni rischia di creare un contenzioso molto ampio data la complessità del contesto. I docenti, di norma, dovrebbero essere assunti entro il prossimo anno scolastico, ma sappiamo bene come nel mondo della scuola tutto è relativo e i tempi a volte sono molto lunghi rispetto a quelli previsti dalle attuali norme. L’assunzione dei vincitori del concorso ptorebbe slittare addirittura a settembre 2022 come abbiamo avuto modo di dire in un recente articolo. Insomma, quale destino per i precari nel prossimo futuro?

Concorso straordinario: dilemma sull’abilitazione

Come informa Orizzonte Scuola, lo scorso 16 luglio, a margine dell’incontro sulle immissioni in ruolo del personale ATA, il Ministero ha parlato anche di una questione non di poco conto evidenziata dai sindacati. e diventata di stretta attualità in concomitanza con l’apertura dell’istanza per la formazione degli elenchi aggiuntivi alla prima fascia GPS per i docenti che conseguiranno l’abilitazione o la specializzazione sostegno entro il 31 luglio. Ci si chiede, giustamente, se i docenti che hanno vinto il concorso straordinario siano automaticamente abilitati.

L’importanza dell’abilitazione

L’abilitazione all’insegnamento è un titolo importantissimo che nobilita il docente considerandolo formalmente come idoneo alla professione dell’insegnamento nelle scuole. Di norma, gli abilitati hanno la precedenza tra i precari in caso di supplenza. Inoltre, almeno su carta, per poter insegnare nelle scuole private è necessario un simile titolo. Insomma, da sola non assicurerà il ruolo, ma da come si è letto, l’abilitazione all’insegnamento, oltre a essere un titolo importante sul cirriculum vitae, assicura una maggiore probabilità di lavorare. Tornando all’argomento principale, i sindacati riferiscono come l’abilitazione, a giudizio dell’Amministrazione, deve essere conferita ai candidati solamente una volta concluso il periodo di prova.

Una questione complessa

Da una parte resta in piedi la formulazione secondo cui gli insegnanti conseguono l’abilitazione all’atto della conferma in ruolo (art. 1 comma 9 lettera f del decreto legge 26 ottobre 2019 n. 126 “l’abilitazione all’esercizio della professione docente per la relativa classe di concorso, dei vincitori della procedura immessi in ruolo, all’atto della conferma in ruolo”. Dall’altra, il Decreto Sostegni Bis ha eliminato l’elenco non graduato dei docenti, che seppur non risultavano vincitori, non rientravano rientravano nei posti disponibili sul bando, ma comunque avevano diritto all’abilitazione.

La questione dei 24 CFU

Bisogna notare come il Decreto Sostegni Bis abbia inoltre eliminato la necessità di conseguire i 24 CFU riguardanti le materie di

  • – pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • – psicologia;
  • – antropologia;
  • – metodologie e tecnologie didattiche.

Allo stesso tempo, sempre il Decreto Sostegni Bis ha eliminato il percorso di abilitazione per i docenti con una supplenza almeno al 30 giugno. Tornano alla questione dei 24 CFU essi risultano ancora indispensabili, come si legge da Tecnica della Scuola, per per l’accesso ai percorsi di specializzazione sul sostegno per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Servono opportuni chiarimenti

Riguardo alla questione abilitazione, anche se venissero riconosciute le interpretazioni da parte del Ministero, resterebbero ancora dei dubbi da chiarire, ossia, la modalità di conseguimento dell’abilitazione per:

  • – I docenti di ruolo non interessati al nuovo ruolo;
  • – I docenti che pur rientranti nelle graduatorie integrate non saranno assunti in ruolo;
  • – I docenti che pur essendo risultati vincitori sia sul posto di sostegno che su posto comune, scelgono il posto di sostegno per l’immissione in ruolo.

Questa situazione fa denotare uno status di incertezza, del quale la scuola italiana non mai stata scevra a dire la verità.

Ancora nulla di ufficiale da parte del MIUR

Ad ogni modo, il Ministero non ha ancora pubblicato alcunché di ufficiale riguardo alla questione che abbiamo descritto nel paragrafo precedente. I diretti interessati attendono opportuni chiarimenti. Si ricorda, inoltre, come l’iscrizione negli elenchi aggiuntivi alla prima fascia GPS è fissata per il prossimo 24 luglio. A tal proposito alcuni sindacati si stanno attivando per cercare di risolvere il problema, gli interessati quindi sono invitati a contattare le strutture territoriali per tutte le informazioni del caso.

Pittoni in difesa dei precari

Ma quale destino per i precari che non hanno neanche l’abilitazione e inseriti nelle GPS di seconda fascia? Il MEF ha annunciato l’assunzione di 112mila docenti, fino alle GPS di I fascia. Il Patto della Scuola non ha minimamente risolto la situazione dei precari storici, non abilitati, ma che vantano anni e anni di insegnamento negli istituti scolastici. Il senatore lella Lega Mario Pittoni (conosciuto per essere il coordinatore istruzione del partito) ha detto la sua su Facebook in merito i cosiddetti “precari usa e getta”:

Giustamente lo Stato si mobilita per 500 dipendenti, per 5.000 dipendenti, per 10.000 dipendenti… Per 200.000 precari della scuola, no? Non si lasci vincere gli interessi che ruotano attorno a concorsi utili a selezionare concorrenti per quiz televisivi, non certo l’attitudine all’insegnamento. Basta “usa e getta”!“. Sappiamo invece come il Movimento 5 stelle sia del tutto lontano dal pensiero leghista, poiché per i grillini un docente è degno di poter insegnare solo tramite una severa selezione che confermi la sua professionalità. La Lega, dal canto suo, ha sempre precisato (giustamente) che le proposte della Lega non provvedessero affatto mere sanatorie,ma percorsi razionali che. una volta ultimati, portassero il docente precario a essere meritevole del ruolo.

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