Medio Oriente, torna la tensione a Gerusalemme

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In Israele torna a salire la tensione.

Stamattina, la Polizia dello Stato ebraico insieme alle guardie di confine ha fatto irruzione nella moschea Al-Aqsa sulla Spianata di Gerusalemme, luogo sacro per islamici, ebrei e cristiani.

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Come mai tutto ciò? Pare probabile che la scintilla sia nata da un gruppo di ebrei ortodossi e di coloni di estrema destra, giunti sulla Spianata per pregare in occasione della festa che ricorda la distruzione dei due templi di Gerusalemme da parte dei romani di Tito. Gli attivisti palestinesi, presenti sul luogo, non hanno gradito la visita e hanno provocato scontri con la Polizia israeliana, la quale è entrata dentro la storica moschea con la cupola dorata, simbolo di Gerusalemme, sparando lacrimogeni per disperdere i manifestanti che, a quanto pare, avevano eretto barricate. L’Islam vede l’entrata della Polizia ebraica nella moschea come una sorta di profanazione del suo terzo luogo santo, e ciò rischia di far ritornare venti di guerra tra Israele e palestinesi. Sul web, molti arabi, indignati, parlano di attacco sionista ad Al-Aqsa. Hamas ha già parlato di pericolosa escalation da parte di Israele, invitando i suoi membri a difendere le moschee, mentre il Presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha denunciato atti di violenza assurda da parte dei palestinesi in un giorno sacro per Israele.

La Spianata delle Moschee, che gli ebrei chiamano Monte del Tempio, è governata da uno status quo legato alla guerra del 1967: sia gli ebrei che i musulmani possono recarvisi a pregare, ma i primi non possono fermarvisi: ecco il motivo per cui i coloni ortodossi estremisti hanno cercato la provocazione, innescando la rabbia dei palestinesi. Sono intervenuti decine di agenti, con caschi e scudi, contro i quali i palestinesi hanno lanciato pietre.

Stefano Malvicini

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