Milano: gli inquirenti scoprono un “pactum sceleris” tra mafie

L'indagine della Procura di Milano potrebbe scoverchiare un sistema mafioso di grandi proporzioni

Un patto tra mafie per gestire gli affari nella città di Milano, questo è quello che emerge dall’indagine Hydra della Procura di Milano che individua le ramificazioni delle principali cosche mafiose del nostro paese all’interno del capoluogo lombardo.

Spaccio, affari, investimenti nel settore petrolifero e infiltrazioni all’Ortomercato, nelle Rsa e nei parcheggi di notissimi ospedali lombardi e addirittura appalti all’interno delle carceri. Secondo l’accusa delle procura di Milano che coordina il Nucleo investigativo dei carabinieri di via Moscova esiste un pactum sceleris tra le cosche con l’obiettivo di fare soldi senza aver troppi problemi. Insomma niente guerre tra clan, piuttosto una collaborazione sul territorio per favorire gli affari di tutti.

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E qui arriva la ricostruzione dei carabinieri secondo cui esiste un sistema che raggruppa clan siciliani, calabresi e campani in una unica associazione. Proprio i carabinieri riescono, durante le indagini, a filmare circa 21 incontri del cosiddetto consorzio. Una vera e propria rivoluzione quella proposta dagli inquirenti, per la prima volta si parla di “consorzio mafioso” che si occupa di gestire affari negli interessi di tutti i clan presenti, anche se provenienti da “mafie” di origine diversa che, in teoria, dovrebbero “competere” per il controllo del territorio.

In questo caso, invece, le cosche “fanno cartello” e si organizzano per spartirsi la torta di uno dei territori più ricchi del nostro paese. Oggi a spostare gli intenti mafiosi sono sono i milioni di euro. I protagonisti di questo nuovo patto hanno in testa un solo obiettivo: fare soldi senza creare allarme sociale, e intimidendo solo quando è proprio indispensabile.