Reggio Calabria, coppia di “maghi” raggirava le vittime e chiedeva loro denaro

Una coppia di coniugi prometteva risoluzioni a problemi di amore e salute. Estorcevano alle vittime denaro e monili, ne abusavano anche sessualmente. Un uomo è deceduto dopo esser stato convinto a interrompere le cure

Adescavano vittime psicologicamente fragili e le convincevano a dar loro denaro, monili e oggetti di ogni genere. Poi facevano loro violenza sessuale. Queste le accuse mosse a due coniugi, ritenuti responsabili, in concorso, del reato di ricettazione. Nello specifico, al “mago”, un 40enne, vengono contestati, oltre ai reati di cui sopra, anche altri gravi reati quali omicidio colposo, morte come conseguenza di altro delitto, violenza sessuale, circonvenzione di persona incapace, detenzione abusiva di armi e truffa aggravata.

Riporta Adnkronos: “Le indagini erano iniziate nel 2019, quando durante un servizio di controllo del territorio, gli uomini dell’Arma intervennero all’interno di un Ufficio Postale del Capoluogo, poiché erano stati allertati da una segnalazione giunta al 112 da parte del direttore della filiale, al quale aveva destato preoccupazione un atteggiamento, alquanto ‘ambiguo’, da parte di un avventore e di una donna che invece era rimasta al di fuori dell’esercizio commerciale”.

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Durante la perquisizione domiciliare, presso l’abitazione dei due, i militari avevano sequestrato diversi monili e anche delle cartucce di armi da fuoco. Poi dai successivi accertamenti è emerso che la coppia di coniugi effettuava truffe abili a danno di malcapitati, ai quali promettevano una “miracolosa” risoluzione ai problemi di carattere sentimentale o di salute: in cambio chiedevano denaro. Ma la cosa più agghiacciante è che sono riusciti a convincere un uomo a rifiutare delle cure mediche, portandolo alla morte.

La vittima era stata raggirata a tal punto da consegnare mensilmente l’intero importo della pensione d’invalidità ai due delinquenti, arrivando poi addirittura a sospendere la cura farmacologica cui era sottoposto presso l’Ospedale di Polistena, rifiutando persino di sottoporsi a un importante intervento chirurgico, rifiuto che lo ha portato a perdere la vita.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.

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