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Un segreto nascosto per 2000 anni: la verità sulle linee di nazca secondo l’IA

Nel deserto del Perù, le linee di Nazca custodiscono un mistero di 2000 anni. L’intelligenza artificiale potrebbe aver trovato finalmente la risposta

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Nel cuore del deserto del Perù meridionale, le linee di Nazca raccontano un enigma antico e affascinante. Questi straordinari geoglifi, che disegnano figure di animali, umani e forme varie, sono stati incisi nel suolo arido circa duemila anni fa e rappresentano uno dei tesori archeologici più intriganti del mondo. Sebbene siano stati scoperti decenni fa, la loro vera essenza e scopo restano in gran parte un mistero, stimolando costantemente la curiosità degli studiosi. Recentemente, l’applicazione della tecnologia di intelligenza artificiale (AI) ha aperto nuovi capitoli nella loro storia complessa, portando alla luce centinaia di nuovi disegni.

Alla scoperta delle linee di Nazca

Situate sulla Pampa di Nazca, una piattaforma secca e sollevata, le linee di Nazca si sono preservate grazie alla mancanza di precipitazioni e alla loro ubicazione remota. Da quando furono avvistate per la prima volta dall’aria nel 1927 dal pilota Toribio Mejía Xesspe, hanno suscitato un fascino duraturo sui ricercatori di tutto il mondo. Esistono principalmente due tipi di disegni: i grandi “line-type” che rappresentano figure come il famoso colibrì e le più piccole “surface-type” fatte rimuovendo pietre scure per esporre la sabbia più chiara sottostante.

Gli sforzi iniziali per mappare i geoglifi utilizzavano fotografie aeree e satellitari, ma molti dettagli sfuggivano ancora all’osservazione. Questo perché i disegni, spesso intricati e parzialmente cancellati dal tempo, necessitavano di tecniche più avanzate per essere completamente identificati.

L’intervento della tecnologia AI

La svolta più recente nei metodi di scoperta dei geoglifi è avvenuta grazie alla collaborazione tra l’Università di Yamagata e IBM Research. Gli studi, condotti tra il 2022 e il 2023, hanno impiegato un modello di intelligenza artificiale addestrato sui disegni noti per esplorare foto ad alta risoluzione dell’intera pampa. In soli sei mesi, il sistema ha identificato 303 nuovi disegni “surface-type”, quasi raddoppiando il catalogo esistente.

L’intervento dell’AI ha permesso di trattare il deserto come una griglia di piccole immagini, analizzando ciascuna per identificare i probabili geoglifi. Questo approccio ha compensato la mancanza di dati sui geoglifi più rari, frantumando le figure conosciute in pezzi più piccoli per un miglior addestramento del modello.

Approfondimento

Geoglifi di Nazca

  • Definizione: Giganteschi disegni incisi nel suolo del deserto di Nazca, in Perù, visibili solo dall’alto.
  • Curiosità: Si ipotizza che i geoglifi servissero a scopi rituali o astronomici, ma il loro vero significato resta ancora incerto.
  • Dati chiave: Finora sono stati scoperti oltre 1.000 geoglifi, con nuovi ritrovamenti che grazie all’AI espandono ulteriormente questa collezione antica.

Le storie dietro i disegni

L’identificazione di nuovi geoglifi ha offerto indizi sulla vita quotidiana dei Nazca. Molti dei disegni appena scoperti si trovano vicino alle antiche strade e rappresentano torsie umane, animali da allevamento stilizzati e teste isolate che potrebbero simboleggiare sacrifici umani agli dèi. Secondo Masato Sakai, questi simboli erano probabilmente usati come strumenti didattici o spirituali durante i viaggi. Gli studiosi ritengono che le figure più piccole siano precedenti ai disegni lineari più grandi, sottolineando aspetti più domestici della vita rispetto alle immagini di creature selvagge dei geoglifi maggiori.

Il futuro dei geoglifi di Nazca

L’impiego delle tecnologie moderne come l’AI nelle ricerche archeologiche ha inaugurato una nuova era nella comprensione del nostro passato. La scoperta di 303 nuovi geoglifi di tipo superficiale non solo amplia notevolmente il nostro inventario, ma offre anche nuove possibilità di esplorare come queste figure si relazionassero ai cambiamenti climatici, ai commerci e ai mutamenti sociali lungo i secoli.

Con l’avvento delle tecnologie satellitari avanzate, è possibile effettuare ricerche più ampie e dettagliate senza danneggiare la fragile superficie del terreno di Nazca. Il passo successivo è la protezione di queste preziose testimonianze storiche. Le mappe digitali create dalle rilevazioni AI possono servire ai governi locali come guida per la conservazione, definendo con esattezza dove costruire recinzioni, installare segnaletica informativa o modificare le rotte turistiche per minimizzare il degrado antropico.

Se questa combinazione di ricerca tradizionale e tecnologia d’avanguardia continua, saremo in grado di leggere sempre più capitoli di questa straordinaria storia umana scolpita nella terra peruviana. Le linee di Nazca non rimarranno un enigma per sempre, ma saranno comprese e apprezzate come testimonianze vivide dell’ingegnosità e creatività dei popoli antichi.

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