A Parma si compra, poi si ristruttura: è anche così che il mercato residenziale cresce

Nel comune emiliano sono sempre di più le persone che comprano abitazioni bisognose di interventi di ristrutturazione, perché hanno un prezzo di mercato inferiore e grazie al Bonus al 50% intervenire costa meno: vediamo come funziona questa detrazione fiscale.

Il mercato immobiliare residenziale di Parma e provincia è in grande salute: dopo la grandissima crescita del numero di compravendite portate a termine avvenuta tra il 2015 e il 2016, +19,6% nel solo capoluogo e +21,3% se si considera l’intero territorio della provincia di Parma, anche il biennio 2016-2017 ha fatto registrare un importante aumento dei flussi di transazioni completate. Se si considera il solo comune di Parma, infatti, il numero di vendite è cresciuto dalle 2.424 del 2016 alle 2.589 dell’anno scorso, con un aumento percentuale del 6,8%; situazione del tutto analoga se si amplia l’area analizzata all’intera provincia parmigiana: il numero delle compravendite è aumentato del 6,2%, portando le NTN (Numero di Transazioni Normalizzate) dalle 4.806 alle 5.105 del 2017, valore che si avvicina in modo importante ai valori pre-crisi immobiliare.

A foraggiare questa sostanziosa crescita sono state tre fondamentali condizioni favorevoli che hanno permesso a numerosi interessati a investire nel mattone: in primo luogo i bassi prezzi medi di vendita, a Parma come in gran parte d’Italia, hanno ampliato il ventaglio delle possibili scelte accessibili a molti più utenti; inoltre, i bassi tassi d’interesse sui mutui, tra i più bassi di sempre nel 2017, hanno dato la possibilità a molte più persone di accedere a finanziamenti utili per acquistare casa; infine, i molti e diversificati Bonus Fiscali sulla casa hanno invogliato molti papabili acquirenti a fare la loro mossa, consci che condizioni di risparmio così favorevoli non dureranno per sempre.

A Parma, in particolare, si è sviluppata una interessante tendenza tra coloro che cercano casa in vendita: ovvero quella di acquistare immobili bisognosi di interventi, anche sostanziosi, di ristrutturazione. Il motivo è presto detto, comprare un immobile sul quale è necessario intervenire con interventi strutturali ha un valore di mercato molto inferiore rispetto ad abitazioni appena edificate o in perfetto stato di conservazione. Ma con il Bonus Ristrutturazione 2018, sostenere le spese per questo tipo di lavori è divenuto molto meno oneroso: quindi, a conti fatti, l’operazione risultava e risulta tuttora vantaggiosa per chi acquista.

Bonus Ristrutturazione 2018.

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Questa detrazione fiscale si rivolge a tutti coloro che intendono sostenere, entro il 31 dicembre 2018, spese per la ristrutturazione di singole unità immobiliari o delle parti comuni di edifici condominiali. Il Bonus Ristrutturazione, in particolare, permette di detrarre dall’IPERF il 50% degli importi pagati fino ad un massimo di 96.000 euro (quindi fino ad una spesa massima di 192.000 euro), che verranno restituiti in 10 rate annue di ugual valore ciascuna.

A beneficiare di questa agevolazione possono essere tutti coloro che sono proprietari di abitazioni o che sono titolari di un diritto reali sull’immobile in questione. A tali contribuenti assoggettati all’IRPEF, la detrazione fiscale del 50% è riconosciuta per lavori di:

  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia se si tratta di una singola unità abitativa;
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia se, invece, si parla di interventi che interessano le parti comuni di un edificio condominiale.

Rientrano nella casistica del Bonus Ristrutturazione anche gli interventi e i lavori strutturali sull’immobile volti a:

  • Ricostruire o ripristinare immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, a condizione che in quel comune sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • Realizzare autorimesse e posti auto pertinenziali o per acquistare box e posti auto pertinenziali già realizzati;
  • Eliminare barriere architettoniche o facilitare la mobilità interna alle unità immobiliari e la comunicazione delle persone con disabilità gravi;
  • Installare sistemi antintrusione finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi;
  • Realizzare la cablatura dell’edificio o a contenere l’inquinamento acustico dell’immobile;
  • Installare impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw per la produzione di energia elettrica ad uso domestico;
  • Bonificare l’amianto presente nell’immobile;
  • Mettere in sicurezza gli abitanti contro gli infortuni domestici.

Sono infine agevolabili anche le spese sostenute per la progettazione degli interventi, per le prestazioni professionali richieste dalla realizzazione dei lavori, per la messa in regola degli edifici circa gli impianti elettrici e gli impianti a metano, per l’acquisto dei materiali, per le perizie, i sopralluoghi e le relazioni di conformità, per l’IVA, le imposte di bollo e il rilascio di autorizzazioni e anche per gli oneri di urbanizzazione.

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