Adele, la leggenda del fantasma nel Comune di Catanzaro

La leggenda del fantasma di Adele.

Adele, la leggenda del fantasma nel Comune di Catanzaro

Amici ed amiche del paranormale, oggi ci troviamo a Catanzaro, capoluogo della Calabria. La città si affaccia sul golfo di Squillace, nel mar Ionio dove, secondo alcuni studiosi, si trovava il porto del regno dei Feaci, nel quale come viene tramandato da Omero nell’Odissea, Ulisse fu accolto e raccontò la sua storia. Oggi visiteremo il Palazzo De Nobili situato nella zona sud-est del centro storico e dal 1863 sede dell’Amministrazione Comunale. Secondo alcune testimonianze, soprattutto agenti della sicurezza notturna ma anche dirigenti comunali, nel palazzo si aggirerebbe il fantasma di una suora.

La settimana scorsa abbiamo conosciuto una guardia giurata, Vincenzo, che ora presta servizio presso gli Uffici del Tribunale, ma che negli anni passati ha svolto servizio durante la notte nel Palazzo del Comune. “Una notte mentre mi stavo per appisolare, ho sentito dei passi di donna, era come se avesse i tacchi. Così mi sono immediatamente alzato, ho estratto la pistola e ho girato e rigirato ogni stanza da cima a fondo ma nulla. Non ho trovato nulla. Si sentiva solo il rumore dei passi sul pavimento” ha raccontato. Questo non è l’unico episodio. Infatti: “Un’altra notte mi trovavo in macchina. Dopo aver parlato con altre guardie avevamo timore a restare in quel palazzo. E così abbiamo deciso di restare in macchina a fare servizio. Ricordo che una notte sentì un forte colpo al vetro, come se qualcuno avesse sferrato un pugno potentissimo. Dopo qualche istante di paura, presi la pistola e aprì lo sportello. Mi guardai intorno ma non c’era nessuno”.

Adele, la leggenda del fantasma nel Comune di Catanzaro

Insomma, avrete ben capito che ci troviamo dinanzi ad un’altra presenza spiritica. Per capire meglio l’identità di questo fantasma ci è toccato fare delle ricerche sul Palazzo De Nobili. E bene, una leggenda risalente agli inizi dell’800 narra di due giovani appartenenti all’aristocrazia catanzarese e a due tra le famiglie più note della città. Adele era una giovane ventenne figlia del marchese De Nobili, che viveva nel suo palazzo insieme alla madre e ai tre fratelli. Lui invece si chiamava Saverio Marincola, figlio dell’omonima casata nobiliare. I due erano innamorati ma le loro famiglie erano contrarie a questa relazione in quanto in divergenze politiche. E così i due erano costretti a vedersi di nascosto. Ogni sera Saverio si recava sotto la finestra di Adele mandandole baci e messaggi d’amore, cercando sempre di non farsi scoprire. 

Una sera, però, il fratello maggiore di Adele si accorse di tutto ciò e così affrontò a duello Saverio, il quale dopo essersi difeso, riuscì a fuggire. Adele venne rinchiusa per punizione nella sua stanza. Nonostante ciò Saverio riuscì ad escogitare un nuovo piano pur di rivedere la sua amata. E così in sella al suo cavallo ogni sera si recava sotto la finestra della ragazza. I due innamorati trascorsero molti mesi così. Ma come tutte le più belle cose, il beffardo fato giocò un brutto tiro, durante un giro di ispezione il giovane venne sparato da alcuni sconosciuti e morì.

Adele, la leggenda del fantasma nel Comune di Catanzaro

Appena ricevuta la notizia Adele si rinchiuse nel dolore rifiutandosi di mangiare, di dormire e di vedere altre persone. Dalle indagini emerse che ad uccidere il giovane furono i fratelli di lei, fuggiti poi verso l’Isola di Corfù. Adele, affranta, decise di lasciare il palazzo e si recò a Pizzo Calabro per poi imbarcarsi per Napoli, dove venne accolta nel Convento delle “Murate Vive”. Decise così di prendere i voti. I fratelli vennero prosciolti. Il fratello più piccolo si recò dalla sorella per chiederle perdono ma lei si rifiutò di incontrarlo. Adele morì qualche anno dopo nel Convento. Secondo la leggenda, però, sarebbe lei il fantasma che si aggira nel Palazzo dei Nobili. Molti, infatti, giurano di aver visto una figura spettrale vestita da suora che farebbe sbattere porte e sposterebbe oggetti. Se così dovesse essere, a trattenerla qui sarebbe il rancore e l’odio per la morte ingiusta del suo amato. Oggi la finestra alla quale la giovane fanciulla si affacciava per vedere il suo amato è stata murata ma ciò non ha impedito alla bella fanciulla di vagare in eterno nelle mura di quella che fu la sua casa.