Assegno di divorzio cosa cambia, ecco le novità

La nuova norma è stata approvata alla Camera, per poter percepire l'assegno di divorzio si dovrà valutare l'intera situazione economica del coniuge

E’ stato approvato alla Camera una nuova proposta di legge riguardo l’assegno di divorzio. Il provvedimento ha ricevuto 386 voti a favore, nessuno contrario e 19 astensioni presentata dalla deputata pd Alessia Morani. Oltre a M5s e Lega hanno votato a favore anche Pd, Forza Italia e Leu. Unici ad astenersi i deputati di FdI.

Novità in vista

Adesso non resta che attendere che la nuova norma passi al Senato. L’assegno di divorzio, secondo le nuove norme, non sarà più legato solo al reddito ma anche al patrimonio, all’età e alla condizione lavorativa del richiedente, e sarà cancellato in caso di nuovo matrimonio.

Assegno di divorzio cos’è?

L’assegno di divorzio è un contributo economico con funzione sostanzialmente assistenziale, versato periodicamente a uno dei due coniugi, nel momento del divorzio, dall’altro ex coniuge. Il diritto alla percezione dell’assegno di divorzio deve essere accertato dal Giudice, dopo che egli ha verificato la sussistenza di specifici requisiti, condizione fondamentale per percepire l’assegno.

L’assegno di divorzio non è l’assegno di mantenimento. C’è una differenza tra i due:

  • L’assegno di mantenimento è quello che viene stabilito (di comune accordo o dal giudice) quando la coppia si separa,
  • L’assegno di divorzio viene determinato, (di comune accordo o dal giudice) con la sentenza di divorzio e si sostituisce all’assegno di mantenimento.

Quindi l’obiettivo principale dell’assegno di divorzio è quello di garantire al coniuge più debole economicamente, una sorta di autosufficienza, per mantenersi e non cadere in uno stato di indigenza.

Assegno di divorzio ecco le novità

L’introduzione dell’emendamento porterà i giudici a controllare la situazione attuale in cui l’ex viene a trovarsi nel momento in cui subentra il divorzio, non il contributo dato dall’ex coniuge durante il matrimonio.  Il giudice dovrà tener conto nello specifico del:

  • reddito
  • patrimonio
  • L’età
  • La formazione
  • Le possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro

Il contributo dato quando il matrimonio era in vita decadrà come fattore da considerare. Altra novità importante: l’assegno di divorzio non spetta in caso di nuovo matrimonio, unione civile o convivenza stabile. Chi in pratica decide di rifarsi una vita e un nuovo progetto di famiglia perde gli alimenti versati dall’ex coniuge.

Assegno di divorzio temporaneo

Un’altra novità prevista riguarda l’assegno di divorzio temporaneo ossia un contributo per un periodo provvisorio e limitato ad una situazione di momentanea difficoltà di uno dei coniugi: ad esempio non avere lavoro o la perdita del lavoro. Aspetti però tutti da valutare e incastrare: ad esempio se l’ex coniuge non è più in età da lavoro l’assegno potrebbe diventare definitivo.

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