Assegno di Inclusione

Assegno di inclusione 2025: ecco chi perde il sussidio e perché

Nel 2025 ci sarà uno stop solo temporaneo per l’assegno di inclusione. Ad ogni modo, non c’è motivo per cui allarmarsi, in quanto la misura sarà riattivata nel momento in cui si presenterà una nuova domanda.

Parliamo, quindi, di un addio assolutamente non definitivo che semplicemente ridurrà il numero di ricariche annuali sulla carta ADI da 12 a 11, dal prossimo anno e per gli anni a seguire.

Assegno di inclusione: chi perde il sussidio

L’assegno di inclusione, che ha sostituito il reddito di cittadinanza, ha comunque conservato alcune delle caratteristiche presenti precedenza. Per prima cosa la durata massima di fruizione resta di 18 mesi e oltrepassata questa soglia il beneficio decade.

C’è però la possibilità, per i percettori, di effettuare una nuova domanda all’INPS per chiederne il rinnovo che, una volta ottenuto, permette di usufruire dell’assegno di inclusione non più per 18 mesi ma per 12.

Il motivo per cui si parla di stop temporaneo dell’assegno di inclusione riguarda il fatto che dal momento in cui scatta la decadenza della misura, al rinnovo della carta ADI, deve per forza di cose trascorrere un mese di pausa nei pagamenti, che quindi riprenderanno il mese successivo alla presentazione della domanda all’Inps, sempre ovviamente nel rispetto dei requisiti richiesti.

Quando decade l’assegno di inclusione 2025

Dunque, l’assegno di inclusione ha validità di 18 mesi. Pertanto, chi ad esempio ha ricevuto il primo pagamento a gennaio 2024, riceverà l’ultimo a giugno 2025 e quindi, se ha ancora i requisiti, dovrà effettuare una nuova domanda a luglio 2025, ricevendo così il primo pagamento ad agosto 2025.

Così sarà per tutti gli anni dato che, come abbiamo specificato in precedenza, allo scadere dei 18 mesi l’assegno di inclusione può essere rinnovato, ma la sua validità passerà a 12 mesi.

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