Il prossimo 27 febbraio verrà pagata la mensilità dell’assegno di inclusione, ma non per tutti. Infatti, alcuni famiglie non percepiranno il sussidio per una serie di motivi diversi. Sostanzialmente le motivazioni sono tutte legate all’ISEE, ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente che fotografa la condizione del nucleo familiare.
Chi percepisce l’assegno di inclusione deve avere già l’ISEE aggiornato al 2025 se vuole continuare a percepire il sussidio. Ricordiamo tra l’altro che nel nuovo indicatore sono stati aggiornati redditi e patrimoni che potrebbero aver superato le soglie fissate.
Niente assegno di inclusione per chi non ha rinnovato l’ISEE
Per continuare a percepire l’assegno di inclusione anche nel 2025, era necessario aggiornare l’ISEE entro il 31 gennaio 2025. Chi non lo ha fatto andrà incontro alla sospensione del pagamento. Ovviamente non aver rinnovato l’ISEE non comporta la decadenza della prestazione, ma solo il blocco temporaneo dei pagamenti.
Una volta rilasciato il nuovo ISEE, mantenendo ovviamente i requisiti richiesti, l’assegno di inclusione sarà sbloccato e verranno pagati anche gli arretrati.
Niente assegno di inclusione se l’ISEE è troppo alto
Il discorso cambia per chi ha avuto un incremento del proprio iSEE. Ricordiamo che per accedere all’assegno di inclusione è necessario soddisfare il limite ISEE che non deve superare i 10.140 euro. Ci sono poi altri requisiti e la perdita anche di uno solo di questi, comporta la decadenza dell’assegno di inclusione.
In questo caso, l’unica soluzione è quella di richiedere l’ISEE corrente, prendendo quindi in considerazione la situazione economica aggiornata a un anno prima, a differenza dei due anni come accade per l’ISEE ordinario.








