Autostima, conoscersi e amarsi.

L'autostima che proviamo verso noi stessi può completamente cambiare la nostra vita.

Autostima, credere in se stessi e tornare a vivere.

Quando parliamo di autostima parliamo della stima e della fiducia che abbiamo nei nostri confronti.
La nostra autostima però può essere influenzata da molti fattori sia caratteriali che esterni a noi.
Il concetto di sé è l’intero gruppo di elementi a cui ognuno fa riferimento per descrivere sé
stesso.
Questo concetto riguarda tutte le conoscenze sul sé, come la razza, i gusti, quello che piace o meno e il proprio nome ad esempio, oppure le credenze, i valori e la descrizione fisica.

Ad esempio:

Sono una persona che lavora molto, sono molto amica di Luca e Giacomo e mi interessa la scienza, il cinema, e la pallavolo.

Loading...

Queste sono componenti del concetto di se stessi.
Possiamo quindi dire che, l’Autostima, è l’atteggiamento che ognuno di noi mostra nei propri confronti e questo comprende:

  1. L’aspetto cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e riguardano:  aspetto fisico, le emozioni,  vita affettiva e sociale, conoscenze, professione, moralità, raggiungimento degli obiettivi prefissati. In Generale la propria autorealizzazione.
  2. L’aspetto emotivo: Ovvero quello che proviamo nei confronti di noi stessi, ad esempio
    affetto, indifferenza, ostilità.
  3. L’aspetto comportamentale, ovvero come ci comportiamo nei nostri
    riguardi: se abbiamo rispetto, se soddisfiamo i nostri bisogni, se sappiamo creare delle condizioni soddisfacenti per noi, se curiamo la salute, ecc.

Come sono? Sono intelligente, attraente, competente, fisicamente in forma? E quanto? Un po’, molto, abbastanza? Dove posso aspettarmi il successo, e dove l’insuccesso?

Raramente ci mettiamo davanti allo specchio per porci esplicitamente domande di questo
tipo. Ma nel nostro inconscio queste domande si affacciano molto spesso e, in modo silenzioso, ricevono risposte più o meno soddisfacenti.
Quando ci succede qualcosa questo assume per noi un momento di autovalutazione, non sempre obiettivo.

Facciamo un esempio siamo promossi o bocciati a un esame:

Proviamo gioia per la promozione o dispiacere per la bocciatura, certamente ma cosa vuol dire la nostra promozione o bocciatura dal punto di vista del nostro valore?

Quanta importanza  ha nella nostra soddisfazione il fatto che abbiamo dimostrato a noi stessi di essere competenti e intelligenti o incompetenti e “stupidi”?
L’autovalutazione positiva o negativa entra in gioco anche nelle circostanze più improbabili.

Il bambino ad esempio a volte tende a pensare che i suoi genitori hanno divorziato perché lui è cattivo e li ha fatti arrabbiare, il fortunato che vince alla lotteria tende a pensare di essersi meritato la vincita, la persona lasciata dal partner si attribuisce caratteristiche che hanno responsabilità diretta con l’abbandono.

L’autostima è la “percezione personale che abbiamo di noi stessi” in un particolare periodo della nostra vita.

Le basi dell’autostima.

Quando parliamo di autostima parliamo quindi di tutti quei dettagli che costituiscono il nostro essere e la percezione che abbiamo di noi.
Vediamo in base a che cosa percepiamo la stima che abbiamo di noi

  • all’immagine che abbiamo: cioè a come ci si vede, se ci vediamo belli o brutti sia
    interiormente che esteriormente, se ci si vede affascinanti, carismatici, simpatici o
    antipatici, onesti o disonesti, in grado di riuscire o meno a realizzare un obiettivo.
  • al nostro “dialogo interno” cioè a cosa ci si dice, a cosa pensa si di sé, a cosa ci si ripete spesso
  • alle credenze o convinzioni che abbiamo su di noi. Non sempre queste convinzioni nascono direttamente dal proprio interno ma sono piuttosto il frutto di quello che negli anni ci è stato detto o dimostrato, soprattutto in ambito famigliare.

 

Autostima e conflitti


L’autostima è  il rapporto tra il “sé percepito” di una persona e il suo “sé ideale”: il sé percepito è equivalente al concetto di sé, alla conoscenza di quelle abilità, caratteristiche e qualità che sono presenti o assenti; mentre il sé ideale è l’immagine della persona che ci piacerebbe essere.

Quindi non è solo legato alla valutazione di sé positiva o negativa quanto alla discrepanza che c’è tra chi sono e chi vorrei o sento che dovrei essere. Una persona sperimenterà una bassa autostima se il sé percepito non riesce a raggiungere il livello del sé ideale. L’ampiezza della “discrepanza” tra come ci vediamo e come vorremmo essere è infatti un segno importante del grado in cui siamo soddisfatti di noi stessi. In altre parole l’autostima sarebbe il risultato del confronto tra successi concretamente ottenuti e corrispondenti aspettative.

Le persone infatti sviluppano un’idea di sé sulla base di come sono trattate o viste dagli altri:
“gli altri ci fanno da specchio, e noi tendiamo a vederci come loro ci vedono, a giudicarci come  loro ci giudicano”. In altre parole ciò che gli altri pensano di noi, cioè l’immagine di noi che ci rimandano, diventa pian piano ciò che noi pensiamo di noi stessi.

Autostima, le origini.

L’Autostima è un fattore dinamico che varia in base a come la persona si sente in un dato periodo della propria vita.
Nessuno nasce con la giusta autostima ma questa viene alimentata sin dai primi momenti di vita.

Quando parliamo di autostima, dobbiamo specificare che ad oggi genetica e ereditarietà hanno per quel che riguarda l’autostima un ruolo non ancora del tutto accertato.
Quello che però possiamo dire con chiarezza è che l’ambiente e le circostanze di vita sono predominanti nel grado di sviluppo dell’autostima.

Analizzando i fattori ambientali troviamo:

  • Ripetuti episodi di trascuratezza e/o abbandono. Questi possono far insorgere la sensazione di non essere “abbastanza” o di essere “carente”, e quindi di meritare in qualche modo ciò che si subisce
  • Ripetute critiche o focalizzazioni sui punti deboli, che fanno sentire inadeguati, squalificati, mai “abbastanza” per gli standard altrui.
  • Aver subito esperienze di esclusione (a scuola o in casa) che possono suscitare l’impressione di essere diversi o sbagliati
  • Appartenenza ad un particolare gruppo sociale o etnico. Questa situazione può esporre
    a discriminazione, pregiudizi ed isolamento da parte degli altri, e quindi creare un senso di diversità.

Anche alcune situazioni di vita “adulte” possono produrre un calo di autostima e dubbi sul sé. Ne fanno parte episodi di mobbing/isolamento/svalutazione sul posto di lavoro, relazioni violente, eventi traumatici e stress prolungato.

Accettazione di Sè.

Non si può amare se stessi se non si impara ad accettare anche  le proprie debolezze. Un punto debole per molte persone è l’accettazione delle emozioni negative. Il primo passo verso l’autostima è infatti l’accettazione delle emozioni, che sono modalità di conoscenza di quello che abbiamo dentro.

È molto importante anche imparare ad accettare i propri limiti, errori, debolezze e insuccessi.

Chi accetta se stesso, si riconosce come essere umano fallibile e non si meraviglia né si angoscia troppo per il fatto di sbagliare.

Quando proviamo un’emozione negativa e quando commettiamo un errore, attiviamo nella
nostra mente un dialogo interno negativo; in altre parole diciamo a noi stessi frasi del tipo: “sei un incapace… vergognati… non vali niente”
Questo linguaggio interiore abbassa irrimediabilmente la nostra autostima, perciò è necessario sostituirlo con un dialogo interno più costruttivo, evitando i giudizi globali.

 

La stima di sé è il contenuto più profondo della vita umana.