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Eliminare questi cibi, può far dimagrire il doppio: cosa dice lo studio

Eliminare o ridurre drasticamente i cibi ultra-processati dalla propria alimentazione può favorire una perdita di peso quasi doppia, anche senza contare le calorie. È quanto emerge da un recente studio clinico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, che ha analizzato l’impatto del grado di trasformazione degli alimenti sulla perdita di peso.

Lo studio scientifico di riferimento

Lo studio si intitola “Ultraprocessed or minimally processed diets following healthy eating guidelines and weight loss” ed è disponibile integralmente online.

Link allo studio originale:
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03842-0

Come è stato condotto lo studio

La ricerca è stata condotta da un team di scienziati dell’University College London e della UCL Hospitals NHS Foundation Trust. Lo studio ha coinvolto 55 adulti in sovrappeso o obesi, seguiti per un periodo di otto settimane.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi che hanno seguito diete diverse:

  • una dieta basata su alimenti minimamente trasformati, come cibi freschi, ingredienti semplici e piatti preparati in casa
  • una dieta composta prevalentemente da alimenti ultra-processati, come prodotti confezionati, piatti pronti e snack industriali

Entrambe le diete rispettavano le linee guida di una sana alimentazione e avevano una composizione nutrizionale simile in termini di macronutrienti. Ai partecipanti non è stato imposto un limite calorico rigido.

I risultati: chi elimina gli ultra-processati dimagrisce di più

Al termine delle otto settimane, entrambi i gruppi hanno perso peso. Tuttavia, la differenza è stata significativa:

  • chi ha seguito la dieta con alimenti minimamente trasformati ha perso in media circa il 2,06% del peso corporeo
  • chi ha consumato prevalentemente alimenti ultra-processati ha perso circa l’1,05% del peso corporeo

In pratica, a parità di dieta “sana” sulla carta, il gruppo che mangiava cibi meno industriali ha perso quasi il doppio del peso.

Secondo i ricercatori, se questo effetto venisse mantenuto nel tempo, potrebbe tradursi in una differenza di peso ancora più marcata nel lungo periodo.

Perché i cibi poco trasformati aiutano a dimagrire

I ricercatori spiegano che il vantaggio degli alimenti minimamente trasformati non dipende solo dalle calorie, ma da diversi fattori:

  • maggiore senso di sazietà
  • maggiore contenuto di fibre
  • maggiore necessità di masticazione
  • minore densità energetica
  • migliore regolazione dell’appetito

Chi consumava alimenti poco trasformati tendeva a mangiare meno spontaneamente, senza sentirsi privato o affamato.

Cosa si intende per alimenti ultra-processati

Gli alimenti ultra-processati sono prodotti industriali che contengono ingredienti e additivi difficilmente utilizzabili in una cucina domestica. Tra questi:

  • snack confezionati
  • piatti pronti e surgelati
  • bevande zuccherate
  • barrette e prodotti “light” industriali
  • cereali per la colazione altamente raffinati

Numerosi studi associano un consumo elevato di questi prodotti a obesità, diabete di tipo 2 e disturbi metabolici.

Cosa significa per chi vuole dimagrire

Questo studio rafforza un concetto sempre più chiaro nella ricerca nutrizionale: non tutte le calorie sono uguali. Il grado di trasformazione degli alimenti influisce sul metabolismo, sull’appetito e sul comportamento alimentare.

Scegliere più spesso:

  • alimenti freschi
  • ingredienti semplici
  • piatti cucinati in casa
  • cereali integrali, legumi, frutta e verdura

può favorire una perdita di peso più efficace e sostenibile, anche senza seguire diete drastiche.

Ridurre i cibi ultra-processati non è solo una scelta salutare, ma può rappresentare una strategia concreta per dimagrire meglio e più a lungo. Lo studio pubblicato su Nature Medicine dimostra che la qualità del cibo conta tanto quanto, se non più, della semplice conta delle calorie.

Studio scientifico completo:
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03842-0

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