Blanche Monnier, la donna che rimase rinchiusa per 25 anni in una stanza

L'assurda e macabra vicenda di Blanche Monnier, donna Parigina condannata dalla sua stessa famiglia

Blanche Monnier conosciuta come la Séquestrée de Poitiers, fu una donna francese dalla vita alquanto tragica: trascorse 25 anni rinchiusa ed incatenata in una stanza, per colpa della sua famiglia. Figlia di aristocratici, bellissima ragazza dai tantissimi pretendenti, venne imprigionata dalla sua stessa madre Louise che la reputò “troppo preziosa” per sposarsi. 

Improvvisamente, Blanche sparì da Parigi, ed i suoi amici e parenti credettero che era stata mandata in un collegio nel Regno Unito per proseguire gli studi, ed al termine i genitori dissero che si era fatta una vita lì e non aveva più intenzione di tornare. In realtà, la ragazza era chiusa in una stanza con le finestre barrate, non le era permesso di vedere nessuno e viveva nei suoi stessi escrementi, incatenata a letto.

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Perché Blanche Monnier fu segregata?

Quando Blanche aveva 25 anni, si innamorò perditamente di un noto e ricco avvocato, che aveva diversi anni in più della giovane. La famiglia Monnier data l’età dell’uomo non accettò la relazione e il solo pensiero di creare scandalo nella comunità decise che l’unico rimedio era rinchiudere la donna in una stanza. Il piano era quello di far in modo che Blanche rinunciasse al suo amore, ma la ragazza non si arrese e sopportò una vita di prigionia, legata al letto con una catena senza poter più vedere la luce del sole.

La scoperta della polizia

Mademoiselle Blanche Monnier: May 23, 1901, a police commissioner forced the door of a house from Poitiers and discovered in a dark room with shutters locked a woman lying on a bed in the midst of filth. Immediately a rumor through the city: the unfortunate Blanche Monnier, was kidnapped by his family for twenty-five years, following a thwarted love. The national press got hold of the news, and L’Illustration does not hesitate to publish a monstrous picture, which shows a gaunt creature, with abundant black hair hiding her nakedness.

La scoperta da parte delle autorità di polizia locali avvenne solo 25 anni dopo, nel 1901, grazie ad una lettera anonima che ricevette il procuratore generale di Parigi. Ad oggi è ancora ignota l’identità del mittente, ma si suppone sia stato uno dei servi della famiglia aristocratica a voler far luce sulla vicenda. Nonostante la famiglia Monnier fosse una delle più apprezzate e stimate famiglie dell’epoca, la polizia parigina decise lo stesso di indagare e, allarmata da un odore nauseabondo, sfondò la porta e le barricate della finestra dove trovò la ragazza in un pessimo stato. La giovane era pelle e ossa e pesava solo 25 chili, sopravvissuta a stento tra i martiri e le catene.

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Dopo averla trasportata in ospedale, la donna fu trasferita presso un ospedale psichiatrico poiché le sue funzioni cognitive erano state compromesse irrimediabilmente. In seguito, ci fu un processo che coinvolse tutta la famiglia Monnier, e si concliuse con l’arresto della madre e del fratello. Louise Monnier, la madre di Blanche, morì dopo 15 giorni di mentre Marcel Monnier, suo fratello, nonostante si fosse dichiarato estraneo alla vicenda, fu condannato ugualmente a 15 mesi di prigione. Blanche Monnier morì nel 1913.