Scienza

Climate Change: stiamo andando verso l’imprevedibile

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Climate change irreversibile

Climate Change – Un nuovo studio coordinato da Nicholas Golledge della Victoria University of Wellington, in Nuova Zelanda, ha dimostrato che lo scioglimento delle calotte polari in Artide e Antartide contribuirà, a rendere il clima completamente imprevedibile con il succedersi di fenomeni meteo estremi.

La ricerca, pubblicata su Nature, spiega come potrebbe ad esempio fare più caldo nelle regioni artiche, nel Canada orientale e nell’America centrale, e più freddo nell’Europa nordoccidentale. Lo studio si basa sui dati relativi alle temperature e sulle immagini satellitari che mostrano la riduzione dei ghiacci.

Verso l’imprevedibile

Secondo gli scienziati si modificheranno le principali correnti oceaniche come quella del Golfo,  con effetti sulle temperature nelle zone artiche e in Europa. Entro pochi decenni , una parte della città di Miami in Florida verrà sommersa dalle acque dell’Oceano Atlantico. Molte altre realtà costiere finiranno sott’acqua in un processo che secondo gli scienziati è ormai inevitabile.

Stiamo andando verso l’imprevedibile:  avremo uragani e tempeste ricorrenti, con inondazioni di portata straordinaria. La siccità sarà l’altro lato della medaglia e porterà con sè pesanti conseguenze economiche, nuove epidemie e aria irrespirabile.

Le precedenti estinzione di massa

Il nostro pianeta secondo le stime, ha avuto cinque estinzioni di massa che hanno resettato i progressi evolutivi della specie  di piante ed animali.

Tutte le estinzioni, tranne quella dei dinosauri, sono avvenute per il grande aumento dei gas serra nell’atmosfera terrestre. Il riscaldamento della Terra infatti  è ciclico, ma questa volta sembra si stia verificando troppo rapidamente. Le prossime estati potrebbero verificarsi condizioni di calore sempre più estremo.  Se si arrivasse ai +4 °C sulla media stimati dall’ONU, tutte le estati in Europa sarebbero calde e mortali.

È previsto l’innalzamento degli oceani che nella migliore delle ipotesi sarà di 1,2 metri, nella peggiore di 3 metri, entro la fine di questo secolo. Le città come Venezia sono destinate a scomparire.

Il problema é di tutti, ma in particolare riguarda i 600 milioni di persone che vivono  lungo le coste del mondo. Le conseguenze inoltre dell’acidificazione degli oceani non sono ancora chiare nella loro complessità, ma il timore è che possano portare alla creazione di intere aree “sterili” dove le specie marine non riescono a sopravvivere.

Il futuro che si sta preparando

Nonostante siamo a conoscenza di tutto questo, la politica i  governi e noi tutti  non vogliamo vedere il futuro che si sta preparando. Forse quando raggiungeremo i 6 °C sopra la media globale, le cose cambieranno e finalmente prenderemo atto della gravità della situazione, mentre saremo costretti a difenderci da eventi estremi che si manifesteranno con violenza intensità.

Purtroppo gli obiettivi dell’accordo di Parigi per il 2050 sono difficili da raggiungere. Le emissioni di CO2, invece di diminuire sono attualmente in aumento.Non abbiamo proprio idea del cambiamento che ci aspetta e che in parte si è già discretamente avviato.

Negli ultimi anni le notizie sul clima sono state tutt’altro che incoraggianti è gli effetti del riscaldamento globale sempre più visibili sul nostro pianeta.

Di Monica Ellini

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