Se stai pensando di cambiare auto o di acquistare una moto o scooter elettrico, il 2025 è un anno chiave. Il Governo ha stanziato fondi dedicati alla mobilità a basse emissioni, con contributi importanti per chi rottama un veicolo inquinante e sceglie un mezzo nuovo più sostenibile. Gli incentivi sono legati a precise fasce ISEE, alla rottamazione e a limiti di prezzo del veicolo, per questo è fondamentale conoscere le regole prima di firmare il contratto in concessionaria.
Il quadro di riferimento è quello del Bonus Veicoli Elettrici, previsto dal PNRR e gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il portale ufficiale Bonus Veicoli Elettrici raccoglie bandi, modulistica e calendario di apertura e chiusura degli sportelli digitali, ed è il punto di partenza per avere informazioni aggiornate su importi e requisiti.
Bonus auto 2025: come funzionano gli incentivi statali
Il nucleo principale degli incentivi 2025 riguarda l’acquisto di vetture elettriche nuove di categoria M1, cioè le normali autovetture fino a otto posti. Il contributo viene riconosciuto solo in presenza di rottamazione di un veicolo a benzina o diesel fino a Euro 5 e varia in base all’ISEE del richiedente. Nella fascia di reddito più bassa, con ISEE fino a 30.000 euro, il bonus può arrivare a circa 11.000 euro, mentre per chi rientra nella fascia 30.000–40.000 euro l’incentivo massimo è di circa 9.000 euro, sempre legato alla rottamazione del vecchio mezzo e al rispetto dei limiti di prezzo della vettura.
L’auto acquistata deve essere nuova di fabbrica, a zero emissioni allo scarico e con un prezzo di listino entro la soglia prevista dal decreto (in genere 35.000 euro IVA esclusa, con tetti più alti per alcune categorie plug-in o veicoli speciali). Lo sconto viene applicato direttamente dal concessionario al momento della firma del contratto e successivamente rimborsato dallo Stato al venditore tramite la piattaforma telematica. Per il cliente finale si traduce in un prezzo immediatamente più basso, senza dover presentare dichiarazioni fiscali future.
Oltre alle vetture destinate ai privati, una parte del fondo è riservata alle microimprese che acquistano veicoli commerciali elettrici per il trasporto merci. In questo caso il contributo può coprire fino al 30% del prezzo del mezzo, con un tetto massimo che può arrivare a 20.000 euro per veicolo, con limiti sul numero di mezzi incentivabili e sull’inquadramento dell’azienda.
Requisiti per accedere ai bonus auto e moto
Per ottenere il contributo, i requisiti principali da verificare sono tre: la situazione reddituale del richiedente, le caratteristiche del veicolo da rottamare e quelle del mezzo nuovo. L’ISEE è determinante per l’importo del bonus, perché le fasce di contributo pieno sono riservate ai nuclei familiari con reddito medio-basso. Senza un ISEE aggiornato è difficile sapere quale importo spetti effettivamente.
Il veicolo da rottamare deve essere intestato al richiedente (o a un familiare convivente, quando previsto) da un certo numero di mesi prima della domanda e appartenere a una classe ambientale compresa tra Euro 0 ed Euro 5. La rottamazione ha lo scopo di ridurre effettivamente le emissioni inquinanti, togliendo dalla circolazione le auto più vecchie e sostituendole con mezzi a zero o basse emissioni. Il concessionario ha l’obbligo di consegnare il veicolo usato a un demolitore autorizzato e curare la cancellazione dai registri.
Anche la nuova moto o scooter elettrico deve rispettare limiti di prezzo e di categoria. I bandi più recenti includono incentivi per ciclomotori e motocicli elettrici, a due o tre ruote, con sconti calcolati come percentuale del prezzo di listino entro soglie precise. In molti casi è prevista una maggiorazione del contributo se si rottama un vecchio scooter termico, in modo analogo a quanto avviene per le autovetture.
Come richiedere gli incentivi per auto e moto elettriche
La procedura di richiesta è in gran parte digitalizzata e passa quasi sempre attraverso il concessionario. Per le autovetture nuove, il venditore si registra sulla piattaforma ministeriale, prenota l’incentivo a nome del cliente e applica lo sconto direttamente in fattura. Una volta confermata la consegna del veicolo e completata la rottamazione, la pratica viene chiusa e il contributo rimborsato allo stesso concessionario.
Chi desidera acquistare una moto o uno scooter elettrico deve seguire un percorso simile: scegliere un rivenditore aderente, verificare che il modello rientri tra quelli ammessi al bonus e fornire i documenti richiesti. Per evitare intoppi, è utile preparare in anticipo copia di carta d’identità, codice fiscale, certificato di rottamazione (se già disponibile) e attestazione ISEE in corso di validità. Alcuni portali regionali o comunali possono aggiungere incentivi locali cumulabili, per esempio contributi alla rottamazione o bonus per chi risiede in aree con alti livelli di inquinamento.
Strategie pratiche per sfruttare al meglio i bonus
Confrontare modelli e fasce di prezzo
Prima di scegliere il modello conviene verificare attentamente il prezzo di listino “incentivabile”, cioè quello che rientra nei tetti fissati dal decreto. Alcune versioni accessoriatissime potrebbero superare di poco la soglia massima e far perdere il diritto al contributo. Valutare una configurazione leggermente meno accessoriata, integrando poi in un secondo momento gli optional davvero necessari, può permettere di restare dentro i limiti e beneficiare di migliaia di euro di sconto.
Somma dei benefici tra auto e moto
Chi ha esigenze diverse – per esempio auto per la famiglia e scooter per gli spostamenti urbani – può valutare di combinare incentivi nazionali e locali, rispettando i limiti di cumulabilità indicati nei bandi. In alcune città sono previsti ulteriori vantaggi non economici per moto e auto elettriche, come accesso alle ZTL, sconti sulla sosta o riduzioni del bollo nei primi anni di immatricolazione. Informarsi presso il proprio Comune può rivelare opportunità aggiuntive non immediatamente visibili nel solo quadro nazionale.
Tenere d’occhio la disponibilità residua dei fondi è altrettanto importante. Molte misure funzionano con il criterio del “click day” o, in generale, fino a esaurimento del plafond. Alcuni sportelli si esauriscono in poche ore, per cui è utile coordinarsi con il concessionario e preparare in anticipo tutta la documentazione, così da inviare la richiesta appena la piattaforma viene aperta.











