Società e cultura

Covid, divisione sulla scuola. I presidi chiedono obbligo vaccinale, Sileri no all’obbligo

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Il commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo intende cercare di convincere gli insegnanti “no vax” della necessità di immunizzarsi.

“Sulla scuola – ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – la scommessa è vaccinare più possibile specie nell’ottica delle varianti che non possiamo escludere a priori possano diventare una minaccia molto seria. L’auspicio è che per settembre-ottobre si possa raggiungere una copertura vaccinale che funzioni come scudo”.

Tra le Regioni col più alto tasso di docenti non vaccinati, abbiamo la Sicilia, dove la percentuale è al 43,58%, seguita da Alto Adige (38,53%), Sardegna (33,30%), Calabria (32,85%), Liguria (26,93%) e l’Umbria (25,27%). Indietro anche la provincia di Trento e il Piemonte, che devono fare la prima dose rispettivamente al 23,53% e al 23,06%. Ancora più bassi i numeri nella fascia 12-19 anni. Su una platea di 4,6 milioni, 179mila hanno completato il ciclo vaccinale (il 3,87%) e 994mila hanno fatto la prima dose (il 21,48%) ma 3,8 milioni di ragazzi sono completamente scoperti.

“Proporrei l’obbligatorietà per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici – afferma il presidente del sindacato Attilio Fratta –. Se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni”.

Bianchi: “Ipotesi non plausibile”. Sileri: “No all’obbligo ma puntare su campagne di sensibilizzazione”

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